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24/11/2020

Marche, recuperati fondi per 3mila agricoltori bio

Il Sole 24 Ore - Michele Romano

incentivi allo sviluppo rurale
Al via un iter accelerato per l'erogazione delle risorse Carloni: più competitività
L'Europa stava per riprendersi una gran parte dei 30 milioni di fondi comunitari destinati agli agricoltori delle Marche che invece, sia pure in extremis, resteranno sul territorio. Sarebbe stata un'ulteriore beffa per una regione che è ultima in Italia per l'avanzamento di spesa sulla dotazione complessiva. «Finalmente siamo riusciti a sbloccare queste risorse: ora vogliamo arrivare ai primi posti della classifica delle performance nazionali, considerando che essere in coda mortifica e penalizza questo settore» dice il vicepresidente della Regione, Mirco Carloni, che ha la delega anche alle Politiche agricole. Obiettivo ambizioso, che comincerà a prendere forma dalla prossima settimana, con il trasferimento delle prime risorse sui conti correnti degli agricoltori interessati.

Dietro questi ritardi ci sono due motivazioni, una strutturale e l'altra casuale. La prima riguarda la lentezza con la quale sono stati aperti i bandi e si è sviluppata l'attività istruttoria delle pratiche in capo alla Regione e ad Agea, l'agenzia governativa per le erogazioni in agricoltura. L'altra è legata ai 159 milioni suppletivi che, nel 2016, l'Europa aveva messo a disposizione delle Marche dopo il terremoto: risorse che hanno costretto a rimodulare il Psr e riaprire i bandi, con un conseguente aggravio di attività programmatoria. «Ma quella è un'area dove ancora oggi, a quattro anni dal sisma, si parla di come avviare la ricostruzione - sottolinea oggi Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche -: impossibile chiedere agli agricoltori di spendere di fronte a una burocrazia ancora così ingombrante».

La tagliola di Bruxelles è stata comunque evitata: a circa 3mila agricoltori, che hanno progettato tecniche di agricoltura biologica, sono destinati 13,2 milioni quale anticipo dell'85% di quanto richiesto con la domanda presentata nel 2020; per altri 5mila, che operano nelle aree montane delle Marche, ci sono 10,1 milioni. Inoltre, saranno utilizzati altri 3,2 milioni di un bando appena aperto e dedicato agli allevatori che garantiscono elevati standard aziendali per il benessere degli animali, e ci sono altri 4 milioni, a valere su altre misure del Psr, tra le quali i premi per l'insediamento di giovani agricoltori e per investimenti strutturali produttivi nelle aziende agricole.

Nei giorni della pandemia, proprio le Marche stanno sperimentando delle procedure di erogazione dei contributi estremamente veloci: soldi che gestisce direttamente la Regione attraverso bandi molto semplici e con poca burocrazia. Nelle casse di Palazzo Raffaello, inoltre, ci sono almeno altri 15 milioni, sia per misure strutturali che agroambientali, «un'azione concreta pensando a un sistema agricolo moderno e in grado di competere sul piano ambientale e tecnologico», sottolinea Carloni. Ossigeno puro per un settore che conta 25.510 imprese con quasi 22mila addetti e che, non considerando l'area del cratere sismico, ha visto nel 2017 gli ultimi bandi strutturali, senza contare le pratiche ferme in casa Agea, alcune datate 2016. «Ci sono aziende che non prendono contributi anche da 4 anni», evidenzia Gardoni, che auspica anche un intervento sull'agenzia «per sbloccare le pratiche inceppate nei loro meccanismi informatici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I NUMERI CHIAVE

13,2

Aiuti al bio

Ammontare in milioni di euro delle risorse europee destinate ai circa 3mila produttori agricoli che hanno puntato sul biologico

10,1

Aree montane

Valore in milioni di euro degli incentivi destinati all'agricoltura delle aree di montagna

3,2

Allevamento

Valore in milioni di euro del bando per gli allevatori che assicurano il benessere animale