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08/02/2020

Marcegaglia: «Ci batteremo perché non si debba morire di lavoro»

QN - Il Resto del Carlino

«Lascia sgomenti e pieni di rabbia la sentenza di assoluzione dei vertici di Marcegaglia dalla responsabilità sulla morte dell'operaio di Cofari avvenuta 6 anni fa. Non vogliamo intervenire sulla decisione dei giudici di primo grado, di cui peraltro non conosciamo le motivazioni, ma non ci rassegniamo all'idea che le morti sul lavoro, che quella morte sul lavoro, siano un accidente che per solo caso è avvenuto nella fabbrica». Così, attraverso una nota, il sindacato generale di base ha commentato la recente assoluzione di quattro persone in relazione alla morte del 58enne Lorenzo Petronici avvenuta i la notte tra il 7 e l'8 aprile del 2014 nello stabilimento di via Baiona. Secondo la procura, che aveva chiesto un anno e mezzo a testa, l'uomo era stato colpito da una bobina d'acciaio laminato (coil) di oltre trenta tonnellate. Le difese aveva invece contestato la ricostruzione dell'accaduto. «Non di morte 'sul' lavoro si tratta, ma di morte 'per mano' del lavoro, 'per mano' della fabbrica - prosegue la nota -. La stessa fabbrica che utilizza il sistema degli appalti per intensificare il lavoro, aumentare i ritmi e i carichi di lavoro, con il solo obiettivo di aumentare i profitti». «Questa sentenza non può che rinnovare il dolore di chi si è visto portare via il proprio caro, il proprio collega, che pieno di esperienza era a pochi giorni dal pensionamento, dal poter godere una nuova vita fuori dalla fabbrica. A loro va la nostra solidarietà concreta, non formale: noi ci batteremo perché non si debba morire di lavoro».