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27/06/2020

Marano, attacco 5S: «Comune inerte I beni confiscati restano inutilizzati»

Il Mattino

LA POLEMICA
Ferdinando Bocchetti
L'enorme patrimonio immobiliare del Comune, perlopiù composto da beni confiscati alle mafie, è diventato oggetto di scontro istituzionale. A fronteggiarsi il deputato pentastellato Andrea Caso, maranese d'origine e membro della commissione antimafia, e il sindaco Rodolfo Visconti, esponente del Pd. I due, fino a qualche tempo fa, erano in ottimi rapporti. Nel 2013 l'attuale sindaco fu candidato in pectore per il Movimento Cinque Stelle a Marano, ma la lista non ottenne il via libera dei vertici del Movimento. L'attacco a Visconti è riferito alla gestione di circa venti beni per i quali - secondo quanto denunciato dal parlamentare grillino, «l'agenzia nazionale ancora attende lumi dal comune di Marano». La nota che cita Caso, inviata al Comune lo scorso 17 marzo, fa riferimento a 46 immobili da assegnare, di cui 19 già liberi e ubicati in via Soffritto. «Per tali beni - recita la nota dell'Agenzia Nazionale per i beni confiscati - il Comune non ha ancora risposto circa tempistica e consegna».
ACCUSA
«Il primo cittadino, sollecitato da me - aggiunge il deputato Caso - ha risposto in modo evasivo. Se il sindaco non è informato di quanto accade a casa sua, è mio dovere informarlo. L'agenzia nazionale ha precisato, attraverso una missiva, che il Comune ha già ricevuto 70 immobili da destinare a scopi sociali. 24 beni sono già stati consegnati e si aggiungono ai tanti altri consegnati negli anni scorsi. Da consegnare ne restano 46, di cui 19 già sgomberati, ma il Comune, nonostante i solleciti, non risponde all'agenzia». Caso ha fatto riferimento, poi, anche alla vicenda - sollevata nei giorni scorsi dal Mattino - dell'abitazione confiscata ad Armando Del Core, uno dei killer di Giancarlo Siani, il cui bando per l'affidamento è andato deserto.
RISPOSTA
La replica di Visconti non è tardata: «L'onorevole Caso - argomenta - insinua che vi sia poca chiarezza in relazione ai beni confiscati. È totalmente falso: i beni a cui fa riferimento Caso, quelli di via Soffritto, sono stati destinati al Comune ma non sono ancora trascritti negli appositi registri poiché la procedura di assegnazione non può definirsi completa ed è per questo che non è avvenuta la consegna materiale e definitiva. Questi appartamenti sono ancora occupati - prosegue Visconti - per quanto concerne la casa di Del Core, la giunta ha fatto tutto quanto in suo potere: il bando andato deserto dipende da motivazioni estranee». Caso, però, insiste: «Ci sono 19 beni già liberi ma il Comune nicchia». Marano è la città della provincia con il maggior numero di case e terreni confiscati. Sono più di 130, molti in stato di abbandono. I casi più eclatanti? La casa di Del Core di via Recca, le ville dei Simeoli (imprenditori legati ai Polverino) l'asilo nido nel piazzale Dalla Chiesa.
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