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04/06/2019

Manutenzioni, sfalci e potature Appalti scippati alle aziende locali

Messaggero Veneto - Alessandro Cesare

È l'effetto dei bandi europei della Centrale di committenza Denuncia dei consiglieri del Patto: questa non è autonomia
Alessandro CesareUDINE. Da Milano per la manutenzione degli impianti. Da Ravenna per lo sfalcio dell'erba. Da Lecce per la custodia e la sorveglianza dei cimiteri. È la conseguenza della centralizzazione degli appalti, meglio nota come Centrale unica di committenza, soggetto aggregatore introdotto dalla normativa sulla spending review, che opera aggiudicando lavori, servizi e forniture come avvenuto, in Fvg, con i Comuni ex Uti. Appalti per un valore di 77 milioni di euro che, in molti casi, tagliano fuori le aziende del Friuli Venezia Giulia, anche per l'impossibilità di ricorrere alla pratica del sub-appalto. Una questione sollevata dai consiglieri regionali del Patto per l'Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, che hanno voluto portare all'attenzione le conseguenze negative di queste disposizioni sulle piccole e medie imprese del Fvg. «Gli enti locali - ha spiegato Moretuzzo - saranno obbligati ad affidare la manutenzione degli edifici pubblici alle aziende vincitrici del bando, non potranno cioè decidere a chi dare il servizio con effetti devastanti sulle piccole e medie imprese del territorio, alle quali finora facevano ricorso grazie alla capacità delle stesse di rispondere con maggiore prontezza alle necessità dell'ente pubblico, vista anche la prossimità con quest'ultimo». Quella che è stata presentata come un'operazione a tutto vantaggio dell'economia locale, con grande soddisfazione dell'assessore regionale alle Autonomie locali, per i due consiglieri autonomisti, lo è, in realtà, soltanto per i soggetti più strutturati. «Abbiamo a disposizione uno strumento straordinario come lo statuto di autonomia, che può essere importante anche per la gestione del sistema degli appalti pubblici - chiarisce Moretuzzo -. Ma invece di declinarlo come avvenuto nelle province autonome di Trento e Bolzano a favore del tessuto imprenditoriale locale, facciamo in modo di favorire realtà molto distanti da noi. È necessario ricucire quel filo diretto tra pubblico e privato che ha fatto crescere il nostro territorio nel recente passato». Tra gli esempi di appalti aggregati portati dal Patto per l'Autonomia, ci sono quelli siglati dalla Regione per la gestione dei servizi di manutenzione energetica inerenti immobili e impianti in Fvg con una rete temporanea di impresa la cui mandataria è AcegasApsAmga Servizi Energetici (per un valore di 30 milioni di euro) e con la rete temporanea di impresa costituita da Siram Spa (con sede legale a Milano) e da Kone Spa (sede legale a Pero) per altri 10 milioni. «La centralizzazione del servizio, con il suo elevato grado di standardizzazione - continua Moretuzzo - non riuscirà a soddisfare efficacemente i bisogni operativi di molte amministrazioni locali, e finirà per rappresentare un potente fattore di decrescita a carico delle piccole e medie imprese e, più in generale, del mondo del lavoro che ruota attorno all'affidamento degli appalti pubblici. Non potrà essere altrimenti, poiché non sono state previste neppure "soglie di salvaguardia" per le assegnazioni dei lavori di importi non elevati. Quando inizierà la Regione a tutelare davvero le piccole e medie imprese del territorio?». Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Salvatore Cane, responsabile del settore edilizio di Confartigianato Imprese Fvg, Denis Petrigh, vicepresidente e responsabile del gruppo edili di Confapi Fvg, e Claudio Scialino del servizio Edilizia e territorio di Confapi Fvg, che hanno condiviso l'allarme lanciato dal Patto per l'Autonomia, anche perché la situazione che si sta venendo a creare a causa dell'affidamento degli appalti pubblici mette a rischio chiusura decine di imprese locali.-- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI