MENU
Chiudi
08/12/2018

Manovra, primo sì. Ma cambierà ancora

Corriere della Sera - Mario Sensini

Il via libera della Camera con la fiducia. Al Senato saranno tagliati i fondi per «quota 100» e reddito
ROMA Con 330 voti favorevoli e 219 contrari alla fiducia posta dal governo, arriva il primo via libera della Camera alla manovra di bilancio nella versione contestata da Bruxelles. Le modifiche cui il governo sta lavorando, con la revisione delle stime di spesa sia per Quota 100 sulle pensioni che sul Reddito di cittadinanza, arriveranno solo al Senato, dove la manovra sbarcherà lunedì, costringendo la Camera ad una terza lettura intorno ai giorni di Natale.

«Le cose si stanno mettendo molto bene, sono ottimista che si porti a casa la legge di bilancio con le riforme e senza andare in procedura di infrazione» ha detto il vice premier, Luigi Di Maio. Quelle misure potrebbero «costare meno di quanto stanziato» ed i possibili risparmi «diventare oggetto della trattativa con la Ue» ha spiegato Di Maio, escludendo difficoltà con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. «Ha tutta la nostra fiducia» ha detto Di Maio, mentre Palazzo Chigi ha smentito come «fantasiose ricostruzioni» le voci sul disagio di Tria, che «sta svolgendo il suo lavoro con serietà e impegno», in «piena sintonia» con il governo che «va avanti compatto».


Sull'intesa con Bruxelles per la revisione della manovra c'è maggiore ottimismo, ma il tempo stringe e nessuno azzarda previsioni, mentre il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, torna a sottolineare i rischi dello spread elevato. Il premier Giuseppe Conte potrebbe tornare a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, verso metà della prossima settimana, mentre tra Tria e i commissari Moscovici e Dombrovskis il contatto è costante.


Accanto agli aggiustamenti su Quota 100 e Reddito, l'obiettivo è risparmiare almeno 3-4 miliardi di euro, sui 16 stanziati, il passaggio al Senato servirà per altri ritocchi importanti alla manovra. Si rimetterà mano sul bonus/malus ecologico per l'acquisto delle automobili, e dovrebbe essere introdotto il taglio alle pensioni d'oro. Probabilmente si riaprirà anche il capitolo della pace fiscale, cancellata dal decreto in cui era stata inserita. Lega e M5S potrebbero reintrodurre il saldo e stralcio delle cartelle, con il pagamento del 15%, almeno per i contribuenti che hanno dichiarato le imposte ma non le hanno poi versate.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

I numeri della manovra per il 2019 37 miliardi di euro 22 miliardi in deficit 8,4 miliardi di entrate I PRINCIPALI PROVVEDIMENTI Pace fiscale Minori agevolazioni fiscali per le imprese (Iri e Ace) Spesa dei ministeri Tagli alla Difesa Rimodulazioni di spesa 6,6 miliardi di tagli Le principali misure (in miliardi di euro) 9 miliardi 6,7 1,5 1 1,5 4,4 Reddito e pensioni di cittadinanza + rafforzamento dei centri per l'impiego Quota 100 per il superamento della legge Fornero sulle pensioni Flat Tax per le partite Iva Assunzioni delle forze dell'ordine Indennizzi per i truffati delle banche Investimenti Introiti da privatizzazioni Rottamazione ter delle cartelle esattoriali Sanatoria liti tributarie pendenti Taglio degli sgravi per banche e assicurazioni Corriere della Sera 18

Imprese

Costo del lavoro

si studia

una riduzione

«Ci saranno novità per le imprese: stiamo lavorando a una riduzione del costo del lavoro e a un ulteriore incentivo per quelle che fanno assunzioni a tempo indeterminato». Domani Matteo Salvini incontrerà le 12 associazioni datoriali che hanno manifestato a Torino per la Tav. Mercoledì l'altro vicepremier, Luigi Di Maio, aprirà un tavolo per le piccole e medie imprese, e promette un rafforzamento delle misure a favore delle aziende, molto critiche nei confronti della manovra. Iniziative «positive», dice il presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia. La Confartigianato manifesterà a Milano giovedì.


Oltre agli emendamenti sul costo del lavoro, lunedì il governo dovrebbe varare un decreto legge di semplificazione, sempre a beneficio delle imprese. Tra le misure previste un fondo di garanzia per sostenere con le banche le imprese creditrici della pa. Si prevede anche l'abolizione del Sistri, il sistema di tracciamento dei rifiuti, e ci saranno modifiche al codice degli appalti, alzando il tetto di importo delle gare sotto la soglia Ue.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

1

Inquinamento

Ecotassa auto, marcia indietro

del governo

«Se si vogliono aiutare le auto elettriche o ibride si possono fare degli sconti, ma chi ha la macchina a benzina non può essere penalizzato. Non si pagherà un euro in più per nessuna macchina che si andrà ad acquistare». Matteo Salvini esclude i modo categorico i disincentivi per l'acquisto delle auto a benzina o gasolio, ma il Movimento 5 Stelle insiste. Il testo della proposta Lega-M5S approvata alla Camera, dicono i grillini, «sarà migliorato nei prossimi passaggi parlamentari», ma l'inquinamento dice Luigi Di Maio, «sta impattando sulla qualità della nostra vita: in questi giorni c'è il Nord in ginocchio». Di Maio assicura che il governo non tasserà «l'auto delle famiglie», mentre il suo vice ministro dell'Economia, Laura Castelli, insiste con i disincentivi. «La Panda 1.2 costerebbe 300 euro in più? Gli italiani - dice a Radio Capital - potrebbero scegliere la Panda mille» che non è più in produzione, mentre il modello da 900 cc, in base alla proposta approvata, pagherebbe imposte anche più alte della 1.2.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Emergenze

Più risorse
per maltempo
e terremoto

Il governo sta provando a dirottare quanti più investimenti possibili, tra quelli programmati nel 2019, per far fronte alle emergenze del maltempo, del dissesto idrogeologico e del terremoto. Sono investimenti prioritari, possono dare un buon contributo alla crescita dell'economia e, soprattutto, potrebbero essere considerati come «spese eccezionali» dalla Ue, e non computati nel deficit pubblico.


Il governo aveva già ipotizzato di dirottare sulle emergenze circa 2,5 miliardi di investimenti, che ora potrebbero aumentare, fino a raddoppiare. Ieri il vice premier Luigi Di Maio ha incontrato le regioni e le imprese del nord colpite dal maltempo nei giorni scorsi. «Nella manovra abbiamo stanziato due miliardi contro il dissesto idrogeologico, ma non bastano» ha detto Di Maio. Insieme a questi ci sono altri fondi per l'adeguamento antisismico delle strutture pubbliche, le strade. «Se noi permettiamo ai sindaci di spenderli più velocemente - he detto - ci sono 5 miliardi per far ripartire l'economia e il lavoro nei territori».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

3

Femminicidio

Al Senato torna (forse) il fondo per gli orfani

Per ora i dieci milioni di euro ancora non ci sono. Ma Matteo Salvini ha promesso che i fondi per gli orfani di femminicidio «nella manovra ci saranno». Durante un'intervista tv, il vicepremier e ministro dell'Interno ha spiegato di aver «sentito il ministro della famiglia Lorenzo Fontana e quei soldi ci saranno».Nel passaggio al Senato dovrebbe quindi ritornare il fondo per le famiglie affidatarie degli orfani di femminicidio: 10 milioni di euro previsti da un emendamento alla legge di Bilancio presentato dalla deputata di Forza Italia Mara Carfagna ma poi bocciato in commissione Bilancio della Camera. Carfagna ieri si era appellata a governo e maggioranza affinché «rimediassero all'errore: deve essersi trattato per forza di un errore, dopo aver trovato 14 milioni di euro per la detassazione delle birre e non 10 milioni per gli orfani». Ma il viceministro alla Famiglia e disabilità, Vincenzo Zoccano, frenava: «Stiamo lavorando, prematuro dire che i fondi sono stati tolti». Poi, l'annuncio in tv di Salvini: «I soldi ci saranno». ( C. Vol. )


© RIPRODUZIONE RISERVATA

4

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore