scarica l'app
MENU
Chiudi
10/12/2018

Manovra, Governo al lavoro per l’intesa

La Gazzetta Del Mezzogiorno

La Lega frena sulle pensioni d'oro: meglio altre formule
l ROMA. Il tempo scorre e la quadra ancora non c'è. Il governo deve trovare, prima di tutto al suo interno, il punto di caduta per presentare all'Europa una proposta convincente per evitare la procedura di infrazione. Ma da sciogliere non ci sono solo i nodi legati alle due misure di bandiera, reddito e pensioni, che vanno ridimensionate per abbassare il deficit, ma anche una serie di correzioni «minori» da apportare alla Manovra, ora all'esame del Senato. In cima alla lista di novità attese entro le prossime due-tre settimane c'è il taglio delle pensioni d'oro: un'intesa sembrava raggiunta qualche giorno fa, al termine di uno dei tanti vertici a Palazzo Chigi. Ma a frenare sulla sforbiciata agli assegni alti (dal 25% al 40% aveva annunciato Luigi Di Maio in quell'occasione) arriva Matteo Salvini. La misura non è mai stata ben vista in casa leghista, e il vicepremier è andato in tv a spiegare che vedrebbe meglio un blocco degli adeguamenti alzando peraltro l'asticella di partenza a 5.000 euro netti. Idea che non piace affatto ai 5 Stelle fermi a 4.500 euro. Tutto da rifare, insomma. Con una ipotesi di mediazione, che dovrebbe essere valutata oggi nella serie di riunioni previste per fare il punto, che potrebbe prevedere un mix delle due opzioni: blocco degli «scatti» nelle prime fasce - tra i 90mila e i 150mila euro - e, in aggiunta, taglio con varie percentuali per le fasce «altissime» (in quella più alta, oltre i 500mila euro, si trovano meno di 30 persone). Ancora tutta da delineare anche la risposta da mandare a Bruxelles, che il premier Giuseppe Conte potrebbe presentare già mercoledì a cena al presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker. La posizione del Tesoro e dell'ala «dialogante» dell'esecutivo è chiara: rivedere le stime e il rapporto deficit/Pil al ribasso, tentando di convincere i commissari che sotto il 2% non si può arrivare perché, per contrastare i rischi di recessione, la manovra deve restare espansiva. Piena disponibilità a limare tutto quello che si può, è il messaggio che invia a Ue e alleati Salvini, ma senza tornare alla «preistoria». Anche perché, è l'avver timento, non si vorrà certo vedere «anche in Italia scene sul modello Parigi», dove vanno in scena da giorni le proteste dei «gilet gialli». Quindi «la manovra cerca di essere equilibrata» ma «mi rifiuto di pensare che per uno zerovirgola Bruxelles» voglia davvero avviare la procedura, con tanto di sanzioni e impegni vincolanti a un piano di rientro «ammazza-crescita». Altro rebus che l'esecutivo gialloverde dovrà sciogliere, sempre oggi, quello dell'at tuazione di reddito e quota 100. I 5 Stelle insistono sull'arrivo di reddito e pensione di cittadinanza prima di Natale, probabilmente con un decreto. E se così fosse anche la «contro-riforma» della Fornero dovrebbe essere introdotta per questa via. Ma la Lega preferirebbe definire le misure per consentire l'usci ta anticipata con 62 anni e 38 di contributi già con un emendamento alla legge di Bilancio. Al Senato andranno comunque sistemate anche altre questioni, a partire dall'ecotassa sulle auto inquinanti.. Alla delegazione che lo ha raggiunto al Viminale, il vicepremier ha assicurato che non saranno introdotte nuove tasse. Un altro nodo caldo è stato evidenziato dal premier Conte: «Nei prossimi giorni - ha annunciato presenteremo una legge delega per riformare il codice degli appalti»

Foto: L'AVVERTIMENTO ALL'UE Il ministro dell'Interno: «Per pochi decimali, l'Europa non vorrà vedere anche in Italia scene sul modello Parigi»


Foto: L'ANNUNCIO DEL PREMIER Conte: «Nei prossimi giorni presenteremo una legge delega per riformare il codice degli appalti»


Foto: PALAZZO CHIGI Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte incontrerà mercoledì il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker