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11/03/2021

Manolo Morandinisan vincenzo. Nel palazzo comunale…

Il Tirreno - Manolo Morandini

Manolo Morandinisan vincenzo. Nel palazzo comunale di San Vincenzo si è continuato ad alterare le regole anche lo scorso gennaio. Eppure, il sindaco Alessandro Bandini, e non solo, era a conoscenza dell'indagine e della lente della Procura di Livorno. A sottolinearlo è il giudice delle indagini preliminari come elemento a supporto del provvedimento degli arresti domiciliari a carico del primo cittadino. «La circostanza rende attuale e concreto il pericolo di reiterazione dei reati dal parte del sindaco», scrive nella sua ordinanza. Disinvoltura. Permeabilità agli interessi esterni. Così viene bollata la condotta di Bandini.bandi copia e incollaA lato della corruzione, che vede ai domiciliari anche gli imprenditori di Venturina Terme David Dal Pont e Lauro Dal Pont, nell'ordinanza viene tratteggiato un sistema clientelare. Una rete funzionale all'amministrazione del consenso. Accade così per l'affidamento della gestione della Dog beach, che figura tra le migliori spiagge per cani d'Italia, a due passi dal parco costiero di Rimigliano. Un simbolo della "condotta disinvolta" del sindaco Bandini. Luca Giovannini che dal 2010 fino allo scorso anno ha gestito la spiaggia è tra gli indagati. Le modalità con cui nel tempo il Comune ha continuato ad affidarla allo stesso soggetto vengono bollate come "discutibili". Bandi definiti "copia e incolla" per favorirlo, tempi di pubblicazione della gara strettissimi e in violazione della legge. L'ipotesi di reato è di turbamento del procedimento amministrativo di formazione di una gara. Nel 2019 per il giudice: Bandini, l'assessore Massimiliano Roventini e l'allora segretario comunale Salvatore De Priamo «erano orientati a favorire il Giovannini e hanno costruito un bando realizzato con l'evidente proposito». E scrive che l'imprenditore era talmente certo dell'affidamento «da aver avviato i lavori di adeguamento dell'arenile ad aprile 2019, prima ancora della pubblicazione del bando e aveva addirittura informato della sua decisione il sindaco».via i gestori sgraditiVicenda speculare, così viene ritenuta, e attestata da intercettazioni del 2018, si consuma per il ristoro ai campi da tennis comunali. C'è la volontà di mandare via il gestore per far spazio a Ovidiu Timofte, su sollecitazione del custode dell'impianto Bruno Taddei. Timofte è il figlio della moglie del custode. A far quadrato anche l'Associazione Tennis pronta a intervenire con un'offerta qualora al bando si fossero presentati altri concorrenti. «Logiche evidentemente clientelari», chiude il giudice.il business del mattoneL'altro fronte è nel solco dell'urbanistica. La lente è puntata su due operazioni milionarie. Nell'area dell'ex Faro la costruzione di un edificio di tre unità abitative su tre piani fronte mare dal recupero delle volumetrie a uso commerciale esistenti. La proprietà fa capo ad Agi Spa, riconducibile a Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini, entrambi indagati. Il progettista è il geometra sanvincenzino Moreno Sparapani. Intercettazioni telefoniche e ambientali portano alla luce «quanto forte sia l'interesse del Comune, e in particolare degli indagati il sindaco Bandini, l'assessore Roventini e De Priamo», che è all'epoca dei fatti è segretario generale e dirigente all'Urbanistica, «a una soluzione in linea con il progetto», firmato da Sparapani e già valutato illegittimo dal Tar. La vicenda è bollata come un caso di «opacità della condotta amministrativa».Stessi protagonisti sulla collina all'ingresso nord di San Vincenzo. Sulle ceneri dell'ex Girarrosto si definisce una maxi operazione. La convenzione firmata nel 2009 tra Comune e Agi Spa prevede prima la costruzione di un complesso turistico ricettivo e dopo di quello residenziale. Così non è stato. A oggi i lavori dell'albergo non sono mai iniziati, eppure dovevano essere completati in tre anni. Nel palazzo comunale nessuno sembra accorgersene. L'inchiesta accerta che l'obiettivo è di trasformare le volumetrie turistico ricettive in residenziale. Ma c'è dell'altro. I garage sono stati costruiti fuori terra anziché al piano seminterrato, così da «consentirne il cambio di destinazione in uso abitativo».pd disorientatoVentisei i nomi finiti nella trama dell'inchiesta che all'alba di ieri ha proiettato su San Vincenzo una luce sinistra. Dalle stanze di un Pd disorientato, partito di riferimeno dell'amministrazione Bandini, ci si limita ad auspicare chiarezza in tempi celeri. A parlare per la giunta è la vicesindaca di San Vincenzo Delia Del Carlo, indagata: «In merito a quanto accaduto è mia intenzione esprimere la massima fiducia nell'operato della magistratura e degli organi inquirenti». --© RIPRODUZIONE RISERVATA