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16/02/2021

Mani delle mafie sui soldi di Marca Il prefetto convoca un vertice urgente

La Tribuna di Treviso - Federico Cipolla

Tavolo con associazioni di categoria e ordini professionali Laganà: «Un abbraccio mortale, dobbiamo fare di più»
Federico CipollaUn vertice in prefettura per difendersi dal tentativo della criminalità organizzata di incunearsi tra ecobonus, Recovery Fund e crisi delle imprese della Marca trevigiana. Lo ha convocato per il 25 febbraio il prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, che ha chiamato a raccolta associazioni di categoria, Camera di commercio e ordini professionali. il verticeSi parlerà della crisi economica conseguente all'emergenza del Covid, e si parlerà dei fondi che arriveranno sul territorio. «La criminalità organizzata vorrà sfruttare questi fondi e le difficoltà delle imprese per infiltrarsi», dice Laganà, condividendo l'allarma lanciato sulla Tribuna dal colonnello Paolo Storoni, capo della Dia del Triveneto. «È un primo intervento, poi contiamo di promuovere ulteriori appuntamenti tematici, per entrare nel merito di alcuni argomenti specifici, dall'attività agricola all'edilizia», aggiunge il prefetto. L'attenzione è altissima, e le parole di Storoni hanno innescato una riflessione interna alle categorie che nei prossimi mesi si troveranno ad avere a che fare sia con le difficoltà economiche dovute al calo dei fatturati, sia con le occasioni derivanti da ecobonus e recovery fund. Ma oggi in Veneto, ha detto sempre il capo della Dia, si è fatto un salto: non c'è più solo l'imprenditore vittima della mafia, ma anche il complice che anzi usufruisce dei "servizi" della criminalità organizzata. l'abbraccio mortale«È un abbraccio pericolosissimo», dice infatti il prefetto Laganà, «e spiega perché le mafie da noi non sparino. Sono elementi che fino ad oggi siamo stati abituati ad attribuire ad altre regioni, raccontante da alcune inchieste in Lombardia ed Emilia per esempio». Interdittive, white list, durc, certificazioni varie per partecipare agli appalti, capire cosa si possa fare di più non è semplice. «Le interdittive hanno anche una funzione preventiva, perché bloccano un'attività e interrompono un rapporto malavitoso; ma l'unica strada è tenere un tessuto sociale ed economico sano. Le segnalazioni dalle categorie, dalle imprese, dai consulenti sono fondamentali, perché loro possono accorgersi prima delle forze dell'ordine di qualcosa di sospetto. Quando si notano pratiche anomale, prezzi fuori mercato, la segnalazione è fondamentale, per isolare le mele marce», conclude Laganà. il casoIl caso dei consorzi trevigiani interdetti per mafia ha posto diversi interrogativi anche all'interno di Ca' Sugana. Caso scoppiato quando le prefetture hanno cominciato a interdire i consorzi stabili riconducibili alla famiglia Messina, a partire dal bolognese Ebg Group. Tra questi anche Lm Group che a marzo 2020 da Ca' Sugana aveva ottenuto l'appalto da un milione di euro per l'ampliamento delle scuole elementari don Milani. Il Consorzio ha ricevuto l'interdittiva della prefettura il 31 dicembre, insieme alla società gemella La Marca, sempre con base a Treviso. E Ca' Sugana ha dovuto rescindere il contratto. Ma l'appalto a Lm Group era stato dato quando il consorzio era ancora pulito, ma gli enti locali stanno pensando a come mettersi al sicuro ulteriormente. La Dia lo ha detto chiaramente: soprattutto gli appalti piccoli sono i più pericolosi. Il sindaco Mario Conte ha lanciato l'idea di un osservatorio degli enti locali, l'assessore Alessandro Manera aggiunge una proposta di modifica alla normativa degli appalti, inserendo una sorta di coefficiente comunale. «Sono convinto che la strada sia responsabilizzare i Comuni e dargli un fattore di discrezionalità negli appalti. Si dovrebbe poter disporre di un punteggio che va ad aggiungersi a quelli già in essere, basato sulla conoscenza dell'impresa, sulle sue esperienze sul territorio, sulle segnalazioni arrivate. Una premialità. È una responsabilità aggiuntiva per il Comune: se sbaglia perde la possibilità di attribuirla», precisa Manera.arrivano i soldiI fondi del Recovery Fund saranno una prova durissima per gli appalti: «Arriveranno molti soldi da spendere rapidamente per non perderli. Il Governo dovrà trovare un compromesso tra rendere snella la procedura di gara per non perdere i fondi e la sicurezza degli appalti», conclude. Per Paolo Feltrin, presidente del Centro Edilizia di Treviso, il superbonus «è una grande opportunità per il settore, che ovviamente fa gola alla criminalità organizzata. Se per le imprese servono nuovi strumenti di collaborazione con le istituzioni, anche da parte dei cittadini serve però molta attenzione nella scelta delle imprese e dei tecnici cui affidare i lavori che si intendono fare». --© RIPRODUZIONE RISERVATA