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18/03/2021

Mancano alloggi popolari la pandemia ha acuito la crisi

La Stampa - VALENTINA FASSIO

Scade il 26 maggio il termine per presentare le nuove domande IL CASO
ASTI La fame di alloggi è alta, da anni. Ma mai come ora, la richiesta è destinata a salire: la crisi effetto del Coronavirus non è solo sanitaria, ma anche drammaticamente economica. Ad Asti, da ormai oltre un decennio le domande di un alloggio popolare superano quota 600: erano 647 le famiglie in graduatoria con l'ultimo bando, su un totale di circa 700 richieste (una quarantina non erano state ammesse per assenza dei requisiti). Nel 2020 sono stati assegnati 25 alloggi, e ad oggi sono 559 quelle rimaste in attesa. Intanto è appena stato pubblicato il nuovo bando è appena stato pubblicato: per presentare domanda c'è tempo fino al 26 maggio. Dall'assessore Mariangela Cotto e da Ornella Lovisolo (referente Servizio Casa e Lavoro del Comune), la conferma di bisogni in crescita. A testimoniarlo ci sono le tante domande non solo per la casa ma anche, per esempio, per il bando di sostegno alla locazione che prevede il rimborso per gli affitti: 334 richieste per il 2019, 484 per il 2020. Esaurito il fondo per la morosità incolpevole, uno dei prossimi problemi da affrontare sarà la spinosa questione degli sfratti: «A giugno scadrà il blocco degli sfratti per morosità incolpevole - spiega l'assessore Mariangela Cotto - Siamo in contatto costante con il Tribunale per poter intervenire con strumenti e alternative quando gli sfratti saranno esecutivi». In quattro anni sono state assegnate un centinaio di case, mentre è calato il numero di alloggi disponibili per le assegnazioni (si lavora su quelli di "risulta", cioè lasciati e restituiti) e non ne sono stati costruiti di nuovi. Ne è un esempio il cantiere di via Ungaretti, fermo da tempo. I progetti Alla ricerca di soluzioni, il Comune di Asti ha deliberato la presentazione di due proposte al "Programma nazionale per la qualità dell'abitare" del ministero Infrastrutture. Una richiesta di finanziamenti su due progetti che hanno al loro interno l'attenzione al tema casa: nella "Riqualificazione dell'area urbana ex case operaie Lina Borgo" ci sono 63 alloggi di proprietà del Comune e gestiti dall'Atc da ristrutturare, mentre altri 53 sono compresi nella "rifunzionalizzazione dell'area di Edilizia residenziale pubblica di via Ungaretti", che prevede il completamento di due condomini "attualmente a livello di struttura grezza" e la "costruzione di un terzo condominio di edilizia residenziale pubblica". La fotografia del disagio abitativo, arriva anche dalla Caritas Diocesana e dai suoi centri di ascolto: nel 2020, tramite il "Fondo Abitare" , sono stati erogati 46 mila euro per pagamento di affitti o spese condominiali. Un sostegno che prosegue quest'anno con il fondo "Il Buon Samaritano": «Le richieste di aiuto sull'abitare sono la maggioranza - conferma Beppe Amico, direttore Caritas - dovute al calo del reddito familiare per effetto della crisi causata dall'emergenza sanitaria». Il bando case popolari Per fare domanda c'è tempo fino al 26 maggio. Tra i requisiti, un reddito Isee non superiore a 21. 201, 19 euro. La gestione del bando è stata affidata all'Atc Piemonte Sud: le domande vanno presentate, su appuntamento telefonico (378/3016748) nella sede di via Carducci 84. I moduli di domanda possono essere ritirati in Atc, scaricati dai siti www. comune. asti. it oppure www. atcpiemontesud. it, dove è anche riportato il testo del bando con tutti i dettagli. Visto la situazione dovuta ai rischi legati alla pandemia il sindaco Rasero e l'assessore Cotto raccomandano di "evitare assembramenti eccessivi e rischiosi". -

559

Sono le famiglie attualmente in attesa di un alloggio popolare in città

484

Le richieste al Comune di contributo per il pagamento dell'affitto (erano 334 nel 2019)


Foto: A sinistra la consegna, nel 2014, degli alloggi popolari in via Perroncito, tra gli ultimi lotti terminati. Sopra le caratteristiche case «con i tetti blu» del quartiere popolare nella zona di corso Casale