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11/09/2021

Manca un documento nella gara d’appalto Croce Rossa fuori dall’aeroporto di Caselle

La Stampa - LODOVICO POLETTO

Dopo 14 anni l'assistenza sanitaria dello scalo passa a una società privata di Catania: persa una commessa da circa 2,5 milioni in quattro anni IL CASO
A fine settembre uomini e attrezzature devono lasciare l'impianto
La questione si può ridurre ad una parola soltanto: dimenticanza. E per questa «svista» la Croce Rossa di Torino, da fine settembre, non si occuperà più dell'emergenza sanitaria all'aeroporto di Caselle. Via tutti gli uomini e le donne della Cri che, per 14 anni, hanno lavorato al «Sandro Pertini». E si sono occupati dell'assistenza alle persone con scarsa mobilità, del soccorso ai passeggeri, delle piccole e grandi emergenze quasi quotidiane. E in piena crisi da Covid anche di controlli agli accessi. Tutto finito. L'appalto del servizio passa, dal primo ottobre (salvo ulteriori proroghe) ad una società di Catania. Che sta facendo shopping tra il personale della Cri, in vista dell'assegnazione. E così, dopo il ritiro delle ambulanze dall'ospedale Molinette, e poi anche dal Giovanni Bosco, il comitato di Torino - il più antico e blasonato d'Italia - perde per strada un altro pezzo di pregio del carnet dei servizi, sia dal punto di vista del curriculum, sia per quanto riguarda il valore economico del lavoro. Cosa è accaduto è presto detto. Quando Sagat ha bandito la gara d'appalto, il Comitato Cri di Torino ha ovviamente partecipato. Ha preparato i documenti e pagato la tassa Anac sull'anticorruzione. Ha inserito il codice che dimostra il pagamento e spedito il plico per la valutazione. Poi, però, la gara è stata annullata. Sono cose che capitano. E l'appalto esistente è andato in proroga. Quando Sagat ha riaperto le procedure per una nuova assegnazione, da via Bologna si sono mossi immediatamente. Del resto questo è un lavoro retribuito con un quasi due milioni e mezzo in quattro anni. Ed è fondamentale per la vita del Comitato. Che può così pagare il personale assunto, comprare mezzi, garantire la manutenzione delle ambulanze e fare mille altre cose. Ma in quei giorni qualcosa è andato storto. Croce Rossa non ha più versato la tassa Anac anticorruzione e ha inserito nei documenti il numero di codice del pagamento precedente. Pensando, forse, che fosse ancora valido. Il risultato è scontato. Quando, a Caselle, hanno aperto le buste per valutare la documentazione amministrativa, il progetto e l'offerta economica dei partecipanti, si è inchiodato tutto. E la Croce Rossa è stata immediatamente mandata a casa. Senza neanche prendere in considerazione il ribasso d'asta, i quattordici anni di lavoro in aeroporto, e tutto il resto. Le regole degli appalti sono queste: non c'è possibilità di appello, di ricorso o piagnisteo a posteriori che tenga. Ora, in via Bologna, non è che piangano sul latte versato, ma il tema è al centro di un dibattito che guarda al futuro dell'ente. E Giuseppe Vernero, che è alla guida del comitato di Torino soltanto qualche mese, è chiarissimo: «Su questa vicenda Non possiamo farci nulla. Certo ci dispiace perché è terminata un'esperienza molto gratificante e che ci ha messi alla prova anche nelle occasioni critiche come quella del Covid». Recriminazioni? Zero. Il futuro? «Tutto da inventare. Intanto guardiamo agli appalti pubblici che verranno. Il Comitato di Torino non è finito: anzi. La tradizione della Croce Rossa in questa città è più antica della Convenzione di Ginevra». Tutto vero. Per intanto, da Caselle, a fine mese, traslocherà il personale in divisa che lavora in aeroporto a tempo pieno: sedici persone in tutto. E saranno spostate le ambulanze e le tende gonfiabili, attrezzate, pronte per essere montate dentro e fuori l'aeroporto. Chi arriva si chiama «Ontario». Si occupa di assistenza sanitaria e di molte altre cose. - © RIPRODUZIONE RISERVATA 2,5 milioni, il valore per 4 anni dell'appalto per la sicurezza sanitaria in aeroporto 16 gli operatori della Croce Rossa impegnati a tempo pieno 14 gli anni di servizio del personale della Croce rossa nello scalo torinese

Foto: Escluso l'hub vaccinale il comitato Cri di Torino si è occupato anche dell'emergenza Covid