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26/02/2020

«Manca il valore delle concessioni»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

TRANI GESTIONE DEL PATRIMONIO
LA MOTIVAZIONE «Il bando di gara riporta i singoli canoni di concessione, senza indicare il valore delle concessioni dei singoli chioschi» Così il gestore di un chiosco comunale ricorre al Tar Puglia
NICO AURORA l TRANI. «Il bando di gara riporta i singoli canoni di concessione, ma non l'indicazione del valore delle concessioni relative ai singoli chioschi». È questo uno dei motivi per cui la ditta Bar gelateria 4m, tuttora conduttore del chiosco comunale situato sul lungomare Cristoforo Colombo, fra via Spalato e via Palermo, difesa dall'avvocato Noemi Rosito, del Foro di Trani ha proposto ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la Puglia contro il Comune di Trani. Obiettivo l'annullamento, previa la concessione di idonee misure cautelari, del bando di gara per l'assegnazione in uso di suoli pubblici e soprastanti chioschi di proprietà comunale, pubblicato sul sito del Comune di Trani lo scorso 2 gennaio e scaduto lo scorso 23 gennaio. Come già da noi riferito, in risposta al bando sono pervenute 29 domande e la 4m, concessionaria uscente di quel chiosco, che nel bando è indicato come numero 1, ha proposta offerta per quello stesso chiosco ed avrebbe voluto presentarla anche per un altro: invece, pur avendo effettuato il sopralluogo, non ha potuto proprio per i motivi indicati nel ricorso. Infatti, la ditta che si è opposta al bando fa sapere che «il valore di una concessione è costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata del contratto al netto dell'Iva, stimato dall'ente aggiudicatore quale corrispettivo dei lavori e dei servizi oggetto della concessione. Tale valore stimato è calcolato al momento dell'invio del bando, secondo un metodo aggettivo specificato nei documenti della concessione. La giurisprudenza si è sempre saldamente espressa nel senso della obbligatorietà di tale indicazione ma, di questa, nel bando comunale non vi è traccia». A detta del ricorrente, pertanto, «il valore della concessione non può essere parametrato sic et simpliciter all'importo del canone concessorio, poiché il valore della concessione è cosa ben diversa dal canone di concessione e la stazione appaltante ha l'obbligo di indicare entrambi parametri. Così facendo, il Comune non mette i potenziali partecipanti nella condizione di conoscere il volume dell'affare ed effettuare un'offerta consapevole. Al contrario, però, chiede agli stessi di dichiarare la propria solidità finanziaria e accettare il trasferimento del rischio, a loro esclusivo carico: il paradosso è evidente almeno tanto quanto l'illegittimità». Altro motivo alla base del ricorso proposto al Tar dalla 4m, i fatto che il bando non faccia il bando abbia consentito alle persone fisiche di partecipare alla gara senza premurarsi di richiedere loro la prova del possesso dei requisiti previsti per legge per l'esercizio di tale attività. Infine, ma non da ultimo, un possibile errore di indicazione nella localizzazione catastale del chiosco numero 1, oggetto di gara anche con riferimento ad una porzione di suolo demaniale su cui il Comune non avrebbe competenza. Da qui l'istanza di sospensiva per l'adozione di misure cautelari che annullino provvedimenti impugnati. Il dirigente dell'Area contenzioso del Comune di Trani, Angelo Lazzaro, ha a sua volta determinato la resistenza in giudizio dell'ente affidando l'incarico al responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso. Per questi «esistono ragioni ed elementi idonei a fare rigettare o, quanto meno, ridimensionare la domanda della parte attrice».

Foto: RICORSO Il chiosco della «4m»


Foto: TRANI Iniziati i lavori nella pinetina di via Andria