scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
09/04/2021

Malghe, speculazioni sui fondi Aperta un’inchiesta per truffa

Corriere del Trentino

Il Servizio foreste: «Ci sono episodi evidenti di illeciti nella gestione degli alpeggi»
Sono più d'uno i fascicoli aperti dal corpo forestale provinciale sulla gestione delle malghe trentine che finiscono in mano a speculatori interessati solo a incassare i fondi europei. E ora il caso è finito sulla scrivania della Procura, che ha aperto un'inchiesta per truffa ai danni dello Stato. Si stima un giro di affari di 18 milioni di euro, soldi che arrivano dai fondi europei sull'agricoltura e che annualmente sono erogati sotto forma di incentivi: «L'attenzione è elevata e gli approfondimenti sono necessari. Molti allevatori sono scrupolosi e operano nel rispetto delle norme, ma ci sono episodi evidenti di illeciti nella gestione degli alpeggi», spiegano dal Servizio Foreste della Provincia. I controlli fanno parte della gestione ordinaria del corpo forestale, ma sul fronte delle malghe sono aumentati: «Negli ultimi anni c'è stato un interesse crescente da parte di aziende agricole sui bandi emessi dai comuni per l'affitto di malghe, anche perché sono aumentati i vantaggi economici in relazione al possesso dei titoli Pac (gli incentivi europei sull'agricoltura, ndr) che fruttano in base agli ettari di pascolo. Di conseguenza - spiegano dagli uffici - sono stati potenziati i controlli, per verificare che l'interesse non sia solo speculativo ma accompagnato anche da una corretta gestione del pascolo all'interno dei regolamenti che disciplinano l'accesso a questi incentivi». Dalle dichiarazioni di alcuni allevatori (Corriere del Trentino, ndr) emergeva infatti l'esistenza di realtà in cui l'allevatore non portava neppure le vacche al pascolo, oppure le teneva il minimo necessario per poi trasportarle in un'altra struttura, spesso capi destinati al macello o di razze non rispondenti ai disciplinari inseriti nei bandi: «In effetti - ammettono dagli uffici del Servizio Foreste della Provincia - abbiamo riscontrato anche i mancati pascolamenti, e addirittura casi di maltrattamenti su animali. Sono diversi i fascicoli aperti su cui stiamo facendo approfondimenti e il corpo forestale è in continua attività per monitorare tutte le situazioni». Nei giorni scorsi il presidente degli allevatori Mauro Fezzi ipotizzava infiltrazioni criminali: «Qui ci sono in ballo centinaia di migliaia di euro di aiuti comunitari e questa corsa ad aggiudicarsi i terreni dei pascoli per mera speculazione si presta a infiltrazioni del malaffare». Molti assegnatari di malghe agirebbero quindi «con meccanismi furbeschi e speculativi», «al confine della legalità», così come dichiaravano nei giorni scorsi altri allevatori e dirigenti della Provincia. Un confine presidiato scrupolosamente dalla Procura a cui vengono segnalati dagli stessi forestali i casi che fanno sospettare illeciti. La pm Maria Colpani ha già aperto un fascicolo d'indagine, si ipotizza il reato di «truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche», come previsto dall'articolo 640 bis, reato che, se effettuato ai danni dello Stato o della Comunità europea, prevede la procedura d'ufficio e la reclusione dai due ai sette anni. Gli investigatori stanno cercando di capire se questi presunti allevatori provenienti da fuori provincia avessero davvero i requisiti per ottenere gli incentivi e se le mucche venivano effettivamente portate al pascolo. Altri «meccanismi furbeschi» sono però difficili da contestare. Alcuni sindaci riferiscono di «pressioni», come la minaccia del ricorso al Tar se le amministrazioni proprietarie delle malghe decidessero di procedere con assegnazioni dirette o con vincoli di uso civico destinati solo alle aziende del posto. Un escamotage per evitare di dover assegnare le malghe agli speculatori che, forti di un ricco portafoglio di titoli di credito europei, superano di gran lunga le disponibilità degli allevatori locali e vincono con facilità i bandi bastati esclusivamente sulla maggior offerta: «Qualcuno resiste - spiega uno dei sindaci - ma qualcuno cede per non dover sopportare lungaggini processuali. Gli speculatori hanno uno stuolo di avvocati, mentre i sindaci sono spesso soli di fronte a tutto questo potere». Donatello Baldo

Foto: Nel verde Alcune malghe nelle valli del Trentino immerse in un paesaggio incontaminato. In questi giorni si discute della speculazione legata ai fondi europei