scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
07/04/2021

Malghe, largo ai giovani e al turismo

Il Giornale di Vicenza

ROTZO Anche il Consorzio usi civici ha modificato e ammodernato i criteri per la concessione, con premi per chi innova produzione e strutture
Saranno favoriti coloro che trasformeranno il latte sul posto e si specializzeranno nell'accoglienza «Bando innovativo, in linea con i programmi dell'Ue»
La rivoluzione nell'assegnazione delle malghe altopianesi continua. Dopo Gallio anche il Consorzio di usi civici di Rotzo, Pedescala e San Pietro ha deciso di modificare il criterio per la nomina dei conduttori, inserendo nel bando il diritto di prelazione a giovani agricoltori e giovani imprenditori agricoli per le malghe Posellaro, Mandrielle di Marcesina e Buson per le stagioni monticatorie dal 2021 al 2026. Le malghe, tra l'altro, aderiscono al progetto del bio-distretto: seguono dunque le linee di programmazione dell'Ue in tema di sostenibilità e valorizzazione del territorio montano.Inoltre il consiglio di amministrazione del Consorzio ha previsto un premio per i concessionari che alpeggino bovini di razze vocate alla produzione di latte destinato al consumo umano così come per chi produce e lavora in malga il latte, adottando per contro dei coefficienti di maggiorazione del canone per i concessionari che non producono o non lavorano il latte in malga. A Malga Mandrielle di Marcesina, ad esempio, se il conduttore produce latte ma non lo trasforma ha un aumento del 120 per cento del canone concordato, mentre se carica animali non da latte l'incremento è del 25 per cento. Questo per incentivare la produzione di formaggio di malga, che non solo valorizza l'alpeggio sotto il profilo agricolo ma anche sotto quello turistico. In più, al concessionario potrà essere permesso di utilizzare la malga anche per attività ricettive e turistiche che possono superare i limiti della stagione fissata, fino a coprire tutto l'anno solare. In questo caso il canone di concessione da corrispondere dovrà essere raddoppiato. Ai concessionari infine sarà concesso effettuare dei lavori, anche straordinari, per adeguare le malghe a queste finalità turistiche, in cambio di riduzioni del canone d'affitto oppure con prolungamento della concessione fino a 20 anni, in base all'investimento. La novità più importante però, che ha trovato il plauso di tutte le aziende agricole situate all'interno del territorio del Consorzio usi civici, rimane l'applicazione del diritto di priorità ai coltivatori diretti residenti appartenenti al "cives" proprietario della malga nonché a giovani agricoltori. «Grazie a questo innovativo bando un allevatore può "caricare" una malga con il suo patrimonio - commenta Valentino Zecchinati, giovane agricoltore rotzese che assieme ai due fratelli gestisce un'azienda che coltiva la patata di Rotzo e alleva bovini di razza chianina - Purtroppo nell'ultimo bando per malga Posellaro non siamo riusciti a vincere ma non importa: questa importante "svolta" nei soliti bandi per le malghe è importante ed è allineata anche ai cambiamenti che ci sono stati negli ultimi anni. Una volta c'erano tanti piccoli allevamenti che non avevano la possibilità di raggiungere i numeri di capi necessari per adempiere agli obblighi di pascolo delle malghe dell'Altopiano, lasciando quindi le malghe agli allevatori di pianura. Adesso però le cose sono cambiate: sull'Altopiano ci sono meno allevamenti ma più consistenti, con la capacità di raggiungere i numeri previsti».Un plauso alla "rivoluzione" arriva anche dalle associazioni di categoria.«Fino ad ora le grandi malghe finivano solamente ai grandi allevamenti che poi, a loro volta, subaffittavano la malga ad altri - precisa Egidio Bergamo, delegato di Confagricoltura -. Sia chiaro: la grossa azienda si tratteneva i premi Pac e pagava l'affitto, però a condurre la malga era invece un altro agricoltore, magari con l'aggiunta di animali dell'azienda vincitrice, tagliata fuori dal bando non potendo competere con i grossi allevamenti».. © RIPRODUZIONE RISERVATA