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08/04/2021

Malghe, contro le «mafie» il vincolo dell’uso civico Il bando di Caderzone

Corriere del Trentino

Il sindaco Mosca: «Se ci saranno ricorsi al Tar, ci difenderemo» L'assessora Zanotelli «Messi in campo gli strumenti per salvaguardare il patrimonio collettivo»
La «politica dei titoli europei», i crediti agricoli che fruttano in base agli ettari coltivati o destinati al pascolo, mette in moto grandi risorse che producono effetti speculativi anche sui bandi delle malghe trentine. L'allarme è stato lanciato dagli allevatori ( Corriere del Trentino di ieri ndr ) e confermato dagli uffici della Provincia che dichiaravano l'esistenza di «storture e azioni sul filo della legalità» messe in atto da gruppi organizzati. Da parte dell'assessora all'Agricoltura Giulia Zanotelli l'impegno «a contrastare comportamenti non certo qualificabili come diretti alla migliore possibile gestione delle superfici a pascolo». Il tema, oltre che economico, riguarda infatti la gestione dei pascoli, il presidio della montagna, la difesa delle tradizioni culturali legate all'alpeggio, fiore all'occhiello anche del turismo trentino. Una difesa affidata soprattutto ai sindaci che - spesso in solitudine - cercano in tutti i modi di affidare la gestione delle malghe agli allevatori locali. «Quello che potevo fare l'ho fatto - spiega Marcello Mosca, sindaco di Caderzone Terme - poi vedremo se arriveranno i ventilati ricorsi al Tar. Ma tutti uniti, giunta e consiglio comunale, abbiamo deciso di procedere con l'assegnazione delle nostre malghe con il vincolo dell'uso civico». Un bando destinato quindi soltanto agli allevatori locali, proprio per scoraggiare le azioni speculative di chi, da fuori, partecipa solo per far fruttare i propri titoli sugli ettari pascolivi: «Caderzone è uno dei comuni trentini con una delle più belle spianate di pascolo, una risorsa per il nostro turismo. Per tutelare i nostri allevatori, ma soprattutto per tutelare il nostro territorio, abbiamo adottato la procedura del vincolo, sulla base di un disciplinare della Provincia. Una scelta che mi potrebbero contestare per via della libera concorrenza - spiega Mosca - ma se su un piatto mettiamo la concorrenza, sull'altro mettiamo le nostre montagne, il valore delle nostre malghe, il loro rapporto con il territorio. Se mi porteranno in tribunale - continua il sindaco - andrò a difendere proprio questi valori». Al bando di Caderzone per l'assegnazione di cinque malghe, chiuso nei giorni scorsi, potevano quindi partecipare solamente le otto aziende agricole del territorio «che se rimanessero escluse - sottolinea Mosca - non potrebbero nemmeno portare il bestiame al pascolo». «Per evitare gli speculatori abbiamo messo un ulteriore vincolo, che le aziende abbiano almeno un anno di attività - precisa il sindaco - perché è già successo che arrivano da fuori, fanno firmare a qualche giovane di qui la costituzione di una nuova azienda e si presentano come fossero del posto. Ma a questi che arrivano solo per interessi, del posto non gliene importa nulla». Il sindaco Marcello Mosca non lamenta pressioni per indirizzare il bando. «Ma altrove è successo. Prima ancora della pubblicazione dei bandi inviano ai comuni richieste di partecipazione sparando cifre altissime, e questo è scorretto perché si mettono in difficoltà gli amministratori, ai quali fanno paura lasciando intendere di eventuali ricorsi al Tar». Anche da parte dell'assessorato provinciale all'Agricoltura l'impegno a contrastare le speculazioni e «i comportamenti non certo qualificabili come diretti alla migliore possibile gestione delle superfici a pascolo». «La Provincia autonoma di Trento - spiega l'assessora Giulia Zanotelli - ha messo in campo, entro i limiti previsti dal quadro normativo comunitario e nazionale, gli strumenti che i vari attori del territorio possono e, auspicabilmente, devono utilizzare per la salvaguardia di un patrimonio collettivo che non possiamo permetterci di compromettere o addirittura di perdere. E per quanto riguarda la nuova programmazione - aggiunge - siamo intenzionati a lavorare all'individuazione di misure atte a contrastare ulteriormente i fenomeni speculativi, ragionando anche ad esempio sull'individuazione di criteri di priorità per la gestione di malghe e pascoli». Sulle misure messe in campo, interviene anche l'ex assessore provinciale Michele Dallapiccola, ricordando la possibilità dell'assegnazione diretta entro una certa cifra e soprattutto la delibera - firmata nel 2015 dallo stesso Dallapiccola - che prevede la possibilità, nei bandi per offerta economicamente più vantaggiosa, di destinare solo il 30% dei punteggi alla parte economica, lasciando il restante 70 alla parte qualitativa. «Un metodo applicabile che agevola gli imprenditori locali e che scoraggia chi ha solo interesse economico e speculativo». Donatello Baldo

L'idea

● Gli allevatori trentini hanno lanciato l'allarme sui rischi speculativi nei bandi per la gestione delle malghe, centro di interesse di allevatori più o meno disinvolti o legati alla criminalità che puntano ai fondi europei ● Per far fronte a quella che ormai è diventata una nuova emergenza il sindaco di Caderzone, Marcello Mosna, ha pensato un bando riservato solo agli allevatori trentini sfruttando il vincolo dell'uso civico

30%

È il punteggio riservato alla parte economica nei bandi per l'assegnazione della malga. Una delibera del 2015 agevola gli imprenditori locali