scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
26/05/2021

Mafia: beni confiscati a un imprenditore

QN - La Nazione

LUCCA La Guardia di Finanza di Lucca ha dato esecuzione a un decreto di confisca in base al "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione", emesso dal Tribunale di Firenze - Ufficio Misure di Prevenzione - nei confronti di Leonardo Piccolo, un imprenditore 45enne originario di Caserta, residente a Montecarlo, al quale erano già stati sequestrati beni immobiliari e mobiliari nonché società per circa 750.000 euro. L'attività delle Fiamme gialle è collegata all'operazione "Ghost Tender", condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lucca che, nel marzo 2018, sotto il coordinamento della DDA di Firenze, aveva portato ai primi sequestri di beni, all'arresto di 5 persone tra la Toscana e la Campania e alla denuncia di ulteriori responsabili. Tutti accusati di essere appartenenti o fiancheggiatori di un'associazione a delinquere operativa dal luglio 2013 nella provincia di Lucca e contigua al clan camorristico dei "Casalesi"- fazione "Zagaria", radicato nel casertano, dedita all'illecita aggiudicazione di appalti, alle frodi in pubbliche forniture e al riciclaggio. Nell'ambito delle indagini era stato individuato un gruppo criminale che ruotava attorno a imprenditori edili residenti in provincia di Lucca e Caserta i quali, utilizzando prestanome e società compiacenti, molte delle quali "apri e chiudi", si aggiudicavano decine di appalti della ASL 3 - Napoli Sud (con sede a Torre del Greco) - per milioni di euro - in relazione a commesse per lavori edili banditi con importi inferiori ai valori soglia, al di sopra dei quali sarebbe prevista la procedura ordinaria di affidamento. A tale scopo, il sodalizio aveva stabilito rapporti corruttivi con un Dirigente della ASL napoletana, il quale non solo aveva aggiudicato l'appalto in violazione delle norme di trasparenza, correttezza e imparzialità, ma aveva addirittura consentito al sodalizio di conseguirne il pagamento pur in assenza di qualsivoglia esecuzione dei lavori. In questo modo, le imprese riconducibili al gruppo criminale erano risultate, a turno, aggiudicatarie di numerosi appalti per lavori falsamente attestati come avvenuti, ma di fatto in gran parte non eseguiti. Il procedimento penale è in fase di udienza preliminare, ma le indagini patrimoniali hanno evidenziato la pericolosità del soggetto sottoposto a indagini, in quanto ritenuto "indiziato" sia di reati commessi "al fine di agevolare l'attività" dell'associazione mafiosa dei "Casalesi" che di trarre i propri mezzi di sostentamento da delitti a sfondo patrimoniale. Nel contempo è stata appurata la sproporzione del patrimonio disponibile rispetto al proprio reddito, in relazione al periodo temporale di riferimento (2013- 2019). Il Tribunale di Firenze ha parzialmente accolto le richieste dei Pm, disponendo la confisca di una parte dei beni riconducibili al Piccolo: conti correnti bancari, libretti postali e un'auto. © RIPRODUZIONE RISERVATA