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12/01/2021

MACERATA Traffico illecito di rifiuti, sequestrati…

Corriere Adriatico

MACERATA Traffico illecito di rifiuti, sequestrati l'impianto di Sandro Lattanzi a Vallebona, conti e beni per 193.800 euro. Trentuno gli indagati a vario titolo per gestione illecita, truffa e subappalti non autorizzati. L'indagine porta la firma dei carabinieri Forestali del Nipaaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale) di Macerata guidato dal tenente colonnello Simone Di Donato che giovedì scorso, insieme ai militari delle Stazioni Forestale di Macerata e Abbadia di Fiastra, hanno eseguito la misura cautelare reale disposta dal gip del Tribunale di Ancona su richiesta del sostituto procuratore Paolo Gubinelli della Dda di Ancona che ha coordinato l'intera attività investigativa. Gli accertamenti dei carabinieri del Gruppo forestale di Macerata guidato dal colonnello Luigi Margarita erano partiti nel 2018 ed erano proiettati sulla gestione dei rifiuti nella fase della ricostruzione post-sisma e in particolare sulle macerie.
I controlli
I controlli poi si focalizzarono sulla ditta maceratese che, secondo i forestali, avrebbe messo in atto ripetute e organizzate violazioni di legge: l'accumulo, oltre il limite consentito, di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti edili pericolosi e non (comprese le macerie del sisma), anche di quelli contenenti amianto, stimati in circa 38.760 tonnellate. Tra le violazioni di legge individuate: il superamento della superficie utilizzabile dall'impianto, la diversa configurazione dell'impianto con anche rimodellamenti non previsti, l'inefficacia del sistema di raccolta delle acque di dilavamento dei rifiuti, l'utilizzo di attrezzature non idonee (cassoni usurati non a tenuta stagna) e la mancata separazione tra i vari rifiuti. L'elevato numero di movimentazioni illecite, nonostante il provvedimento di diffida emessa dagli uffici della Provincia di Macerata, avrebbe permesso alla ditta il mantenimento e/o la nuova acquisizione di clienti che altrimenti si sarebbero rivolti altrove, oltreché la possibilità di effettuare direttamente lavori, contando sull'utilizzo del proprio impianto. Giovedì scorso i forestali, su disposizione del gip di Ancona hanno dunque sequestrato l'intero impianto e le aree ove è stata svolta la presunta attività illecita insieme a tutti i mezzi d'opera utilizzati, i militari hanno poi eseguito un sequestro per equivalente di denaro o altri beni per circa 193.800 euro.
La denuncia
È stata denunciata a piede libero per traffico illecito di rifiuti anche un'altra ditta con sede legale a Tolentino che avrebbe sfruttato l'attività illecita dell'impianto di Macerata. In totale sono 31 le persone indagate a piede libero a vario titolo per gestione illecita, truffa e subappalti non autorizzati, tra questi, oltre alle due ditte interessate, 23 responsabili legali di aziende dedite a lavori edili/movimenti terra, due direttori dei lavori, un funzionario pubblico responsabile del procedimento e tre proprietari e committenti dei lavori, tutti residenti per la maggior parte in provincia, ma anche nelle Marche e fuori regione.
Benedetta Lombo
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