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29/07/2018

Macelloni ai sindaci dell’Unione «Dismettere le quote? Paradossale»

QN - La Nazione

di SAVERIO BARGAGNA «MANGIARE oggi la gallina. Rinunciando all'uovo domani...». Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli, indossa armatura e mannaia e le suona ai colleghi sindaci della Valdera. Il caso politico è quello che ormai tiene banco da giorni: l'uscita dei Comuni dell'Unione da 'Toscana Energia'. «Siamo di fronte ad un doppio paradosso. Ma prima di argomentare meglio mi permetta una premessa». Prego. «Non mi piace interferire nelle scelte di altri Comuni. Ma quando i sindaci della Valdera affermano che l'uscita da 'Toscana Energia' è un atto necessario per difendere i soldi pubblici... beh... allora, le cose cambiano. Sarebbe come dire che tutti le altre Amministrazioni (fra l'altro la maggioranza), scialacquano le risorse dei cittadini. Ecco, allora a questo gioco non ci sto e devo rispondere. Anche perché, mi permetta, l'analisi dei miei colleghi è priva di qualsiasi fondamento». Macelloni, ci spieghi: perché? «I sindaci dell'Unione Valdera sostengono che la gestione adesso passerà ai privati ma dimenticano che è così ormai da tempo. Già oggi la gestione è privata anche se la maggioranza di 'Toscana Energia' è pubblica: esattamente come prevede la legge. Che cosa cambia allora? Niente. Ma c'è di più». Dica. «Sulle grandi strategie aziendali vige e resterà un patto-sociale che vede la possibilità, per gli enti pubblici, di avere voce in capitolo nelle strategie future della società. A questo, noi comuni che abbiamo scelto di rimanere, stiamo lavorando». Quindi i privati potrebbero avrebbero la maggioranza ma comunque dovrebbero sottostare ad una sorta di veto dei Comuni? E per quale ragione allora dovrebbe investire? «Italgas è molto interessata ad acquisire la maggioranza perché, in questo modo, può portare il bilancio di Toscana Energia come consolidato all'interno del proprio. Ed è bene ricordare che Italgas è una società quotata in borsa. Le motivazioni di questa operazione sono quindi ovvie: Toscana Energia è ricca e continuerà ad esserlo. Tutto ciò non è forse una garanzia sufficiente anche per il futuro? E non è tutto..». Cosa? «Mi segua. Il passaggio è delicato. Alcuni Comuni, tempo fa, hanno espresso l'esigenza di uscire da Toscana Energia. Quindi, attraverso Publiservizi, hanno messo in vendita il 3% delle quote mediante un bando che scadrà il 30 agosto. Se Italgas dovesse acquistare questo tre per cento avrebbe la maggioranza». E qui apriti cielo. «Esatto. I miei colleghi sindaci della Valdera insorgono: 'Non ci stiamo a finire in mani private!'. E allora cosa fanno? Recedono il proprio due per cento delle quote prima ancora che sia chiuso il bando». La conseguenza? «Semplice. Questo due per cento di proprietà dei Comun dovrà essere automaticamente acquistato da Italgas e ciò sarà sufficiente loro per acquisire comunque la maggioranza della quote. Non lo trova assurdo? Dismettendo le quote, di fatto, sono gli stessi Comuni della Valdera che consegnano Toscana Energia in mano ai privati: proprio quello che dicono di non volere. A questo punto anche il bando di Publiservizi diventa inutile. Si rende conto? Ma vi è anche un secondo paradosso...». Quale? «Toscana Energia ha comunicato che entro la fine dell'anno distribuirà due dividendi straordinari. A Peccioli, per farle capire, entreranno circa 400mila euro da qui a fine anno. Mica male no? I Comuni della Valdera dismettendo le quote subito decidono di rinunciare a questi soldi. Perché non aspettano gennaio 2019 per recedere le quote?» E' una battaglia politica? «Macché. E' solo una scelta di chi vuole la gallina oggi rinunciando all'uovo (d'oro) domani. Legittimo, per carità. Ma non mi si venga a dire che chi resta in Toscan Energia sperpera i soldi pubblici. Eh no, a questo non ci sto e mi ribello».

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