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26/05/2021

Macché invasione: a Modena migranti ridotti del 40% nel giro di tre anni

Gazzetta di Modena - Daniele Montanari

La fotografia nei bandi di accoglienza della Prefettura: nel 2018 per 1.679 posti, adesso non si va oltre i 1.000
Daniele MontanariIn questi giorni, anche per le vicende spagnole nell'enclave di Ceuta, col dispiegamento dell'esercito di fronte a un arrivo stimato di 6mila migranti, si ha la percezione di un nuovo "allarme profughi" con i timori di una nuova "invasione" dall'Africa all'Europa. Ma l'esperienza di questi anni smonta in realtà parecchi luoghi comuni, in particolare per la nostra provincia, per cui non sembra esserci stato nessun assalto in passato né tantomeno uno in vista per il futuro. Perché da tre anni a questa parte gli arrivi sono in sensibile calo. il paragone col 2018Al di là delle percezioni, che possono essere sempre mutevoli a seconda dello scorrere dei mesi e delle diverse località, c'è un dato che fa un po' da cartina al tornasole nel fotografare in maniera circostanziata il fenomeno migratorio tra Modena e provincia: la stima dei posti necessari nel bando di accoglienza della Prefettura. L'ente del Governo ha appena emesso il nuovo "Avviso pubblico di gara per l'affidamento del servizio di accoglienza e assistenza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale", alla ricerca di operatori economici in grado di fornire assistenza fino al 31 agosto 2023 garantendo beni e servizi così come stabiliti dal decreto firmato dal ministro Lamorgese lo scorso 29 gennaio. Ebbene, il bando prevede l'assegnazione "fino a un massimo di 1.000 posti". Per tutta la provincia. Tre anni fa, in occasione dell'analogo bando per l'annata 2018, i posti di cui si stimava la necessità erano 1.679. Peraltro aumentati fino a 1.852 nella proroga per il semestre dal luglio al novembre 2019. Adesso, e per i prossimi due anni, si pensa che non arriveranno più di mille persone. Che equivale a una stima del 40% in meno rispetto a quella 2018 e del 46% in meno sul secondo semestre 2019. Insomma, per una provincia di 705mila persone tra i vari comuni, non si prevede certo un'invasione. Poi è chiaro che di previsioni si tratta, e che il panorama può essere soggetto a cambiamenti anche improvvisi, in base alle variazioni dello scenario internazionale, che possono essere anche repentine. il polso realeMa al momento la previsione di bassa affluenza del Ministero pare pienamente suffragata dal dato reale: «Siamo arrivati ad avere 1.200 persone da gestire del 2017, adesso ne abbiamo 460» sottolinea Giorgio Dell'Amico, coordinatore della cooperativa Caleidos che è il principale ente d'accoglienza in provincia. «Tra il 2019 e il 2020 abbiamo avuto solo 30 arrivi, che poi in realtà sono stati anche meno, perché ci sono state diverse nascite qui in Italia». Va ricordato che Caleidos sta operando in regime di proroga dei vecchi parametri, non avendo partecipato all'ultima gara non condividendone diversi criteri. Dal grande al piccolo gestore, l'associazione di volontariato "Porta Aperta", che ha invece partecipato al bando 2018: «Stiamo accogliendo 68 persone - spiega il direttore Massimo Giorgi - nel 2020 i nuovi ingressi sono stati 20, mentre il percorso di accoglienza si è concluso per 9 persone, tra cui alcune accolte prima del 2020. Da inizio 2021 ad oggi i nuovi ingressi sono stati altri 20, ma il percorso si è concluso per 15 persone: rimaniamo quindi a 68 posti». i fondiNel 2018 lo stanziamento per l'assistenza a bando chiuso era di circa 34 euro pro capite e pro die, adesso il nuovo capitolato prevede un prezzo a base di gara di 24,57 euro pro capite e pro die: la cifra di base dunque è stata sensibilmente ridotta. In tutto adesso l'accoglienza migranti per due anni prevede per la nostra provincia un importo complessivo da accordo quadro di 20.978.010 euro, mentre nel 2018 per un'annualità lo stanziamento era di 15.174.292 euro. Oggi come allora, in caso di afflusso superiore alle aspettative per mutati scenari resta la possibilità di dare accoglienza a un ulteriore 50% rispetto al limite massimo dei posti contrattualizzati. Le condizioni di fondo però restano profondamente diverse, economicamente e socialmente: attireranno lo stesso gli operatori? Per la risposta bisognerà attendere il 22 giugno, quando a mezzogiorno scadranno i termini per poter partecipare alla gara.--© RIPRODUZIONE RISERVATA