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04/06/2019

Ma Salvini: avanti solo alle mie condizioni

QN - Il Resto del Carlino

Alessandro Farruggia ROMA AVANTI ma alle sue condizioni. La risposta di Matteo Salvini a Giuseppe Conte viene da un comizio nel mantovano e da un post su Facebook, scritto a bocce ferme e diffuso quando il premier è ancora davanti ai giornalisti. «Il governo va avanti. Se tutti mantengono la parola data, avanti» dice ai cronisti Salvini. La replica di Conte a fine conferenza stampa dopo che gli han riferito le parole di Salvini («la Lega continua a lavorare? Allora ci possiamo vedere») sembra incoraggiante. Ma sfortunatamente per Conte, il diavolo, come sempre, è nei dettagli. Il problema non è il se andare avanti, ma come, con quale agenda. SALVINI vuole che sia la sua. «Noi siamo pronti, vogliamo andare avanti e non abbiamo tempo da perdere, la Lega c'è». Epperò, a condizioni precise. «Noi non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere a polemiche e anche insulti, e gli italiani ce lo hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica. L'Italia dei Sì - dice il vicepremier nel post - è la strada giusta». E detta l'agenda del fare: «Flat Tax e taglio delle tasse, riforma della giustizia, decreto sicurezza bis, autonomia regionale, rilancio degli investimenti, revisione dei vincoli europei e superamento dell'austerità e della precarietà, apertura di tutti i cantieri fermi». E la Tav, naturalmente, perché, ragiona Salvini, «con i colleghi francesi siamo d'accordo che è meglio far viaggiare le merci con la Tav, e quindi completarla, che sui tir. Il progetto è pronto, è finanziato, va fatto. Non è un puntiglio politico, è buonsenso». Sono richieste pesanti alle quali va aggiunto quel blocco di due anni per il codice degli appalti, ipotesi che piace poco o punto a M5s e Conte: proprio sugli appalti ieri sera si è consumato lo scontro, poco più di un ora dopo il discorso del premir. Nel M5s la prendono male. Ma Salvini è convinto di poter dare le carte, «noi siamo quelli del fare, che siano Conte o il M5s a rompere, se vogliono» confida ai suoi. Avanti tutta quindi anche per cercare di far cambiare musica all'Europa, quindi. «Mi preoccupa la disoccupazione. Se la gente non lavora, non paga le tasse e il debito sale. L'unico modo per abbassare lo spread - ha detto il leader della Lega - è intervenire sul lavoro e, quindi, andare in Europa e ricontrattare i vincoli europei che ci hanno portato in questa situazione di precarietà. La riforma fiscale e la flat tax sono l'unica risposta per rilanciare il Paese». A CHI gli chiedeva delle parole del premier Giuseppe Conte, secondo cui le regole europee vanno rispettate, Salvini ha risposto così: «Il voto europeo è stato un voto significativo, gli europei hanno parlato». Che nell'ottica di Salvini significa: hanno bocciato il rigore di popolari e socialisti e fatto avanzare i partiti sovranisti. E pazienza se con l'avanzata dei liberali e dei verdi all'Europarlamento una maggioranza che escluda i sovranisti è già pronta. Di certo Salvini non pare pronto a trattare più di tanto sulla sua agenda, poco incline a compromessi al ribasso con chi frena. «Abbiamo festeggiato il primo anno di governo ieri l'altro ma quanti dubbi: pensiamo a ferrovia, Tav, autostrada. I ministri - dice a Vicenza inaugurando la prima tratta della Pedemontana Veneta - sono pagati per risolvere i problemi non per creare problemi». TONINELLI, Trenta e Costa, i tre che gradisce di meno, sono avvertiti. E manda un messaggio chiaro, anche a Di Maio e Tria: «Se uno ha paura, cambi mestiere, perché questo è il momento del coraggio. Io non sto qua a perdere tempo e a far perdere tempo, ma sono ottimista per natura e conto che tutti abbiano capito il messaggio. O si sblocca tutto...» o cade tutto. Conte è avvertito, i Cinque Stelle, pure. © RIPRODUZIONE RISERVATA