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02/11/2018

Ma nell’area occupata della ex caserma Rossani nessuno paga dal 2014

Corriere del Mezzogiorno

Lo spazio (pubblico) è gestito da un collettivo
Tutti sono tenuti ad osservare le regole. Ma qualcuno forse più degli altri. Il caso della ex caserma Rossani a Bari è emblematico. Migliaia di metri quadri come un puzzle pieno di sorprese. Quella molto discussa e controversa è certamente riferita all'area occupata dal 2014 da un collettivo che ritiene di poterci stare legittimamente. Un protocollo d'intesa siglato da Michele Emiliano nel 2014 e prorogato dal sindaco Antonio Decaro, cui però non sarebbero seguite autorizzazioni concrete. Per il resto, tutto è in stand by. A nord si trova l'Urban center, primo piccolo padiglione ristrutturato da un paio d'anni di circa e apripista di un progetto più grande, il parco urbano attrezzato di quasi tre ettari firmato Fuksas. L'aggiudicazione della gara, avvenuta prima dell'estate, è in stand by in attesa che la giustizia amministrativa sciolga i nodi relativi a un ricorso e alla interpretazione del nuovo codice degli appalti. Poi ci sono cinque padiglioni vincolati: in due di essi si trasferirà la biblioteca del Consiglio regionale, attualmente in via Giulio Petroni. Su questo trasferimento è stato fatto un appalto integrato. L'impresa che si è aggiudicata la gara fatta da Invitalia ha il compito del progetto esecutivo. Anche qui problemi burocratici. La partenza dei lavori dipende dalla validazione del progetto esecutivo. La biblioteca regionale, intanto, continua a pagare un fitto ai privati proprietari dell'immobile. Negli altri tre padiglioni dovrebbe trasferirsi l'Accademia delle Belle Arti. Nell'agosto scorso è stato approvato lo studio di fattibilità. Sono in corso le procedure per la progettazione. C'è un ulteriore progetto nell'edificio della ex mensa. Non vincolato, ma con un certo pregio. Si tratta di un progetto per l'insediamento di servizi per il quartiere. L'idea è che accanto al grande parco vi debbano essere anche servizi per un quartiere tra i più popolosi della città, con sacche di deprivazione e vari segmenti di popolazione. Poi vi è l'area di via Gargasole che non ha problemi di edifici da ristrutturare, ma gode di un'area verde fruibile. «Lo abbiamo fatto - racconta l'assessore all'Urbanistica del Comune di Bari, Carla Tedesco, attraverso un progetto sperimentale con la costruzione di un parco insieme ai cittadini con la logica degli usi temporanei. C'è anche un progettino di ampliamento dell'area verde - conclude l'assessore - con l'implementazione degli eventi a novembre. Pensiamo a cose come spazi di co-working per le associazioni e a un polifunzionale». Usi temporanei che per l'area occupata di via giulio Petroni non valgono. Lucia Del Vecchio © RIPRODUZIONE RISERVATA

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