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15/03/2018

Ma la crisi morde gli artigiani edili

MF

La crisi nel settore delle costruzioni è sempre più preoccupante e a pagarne le spese sono gli artigiani. È questo l'allarme lanciato da Anaepa (Confartigianato Edilizia) Sicilia, anche in considerazione della Centrale unica di committenza degli appalti, che porterebbe vantaggi alle imprese più organizzate, tagliando fuori i piccoli artigiani. Le «ammaccature» del settore sono evidenti e, osservando i dati dell'osservatorio economico di Confartigianato, vengono fuori numeri allarmanti: meno 1,9 milioni di valore aggiunto prodotto dal comparto dal 2008 al 2016; meno 66 mila occupati dal 2008 al 2016; meno 5.081 imprese artigiane registrate dal III trimestre 2009 al III trimestre 2017; meno 3.036 compravendite dal IV trimestre 2011 al IV trimestre 2016; e meno 2,7 miliardi di finanziamenti da agosto 2011 a agosto 2017. Ciò che preoccupa ulteriormente è il ribasso nelle aggiudicazioni delle opere pubbliche, dopo la modifica apportata dal decreto legislativo 56/2017 al codice degli appalti pubblici. «Va ripristinata», spiega Francesco Grippaldi, presidente regionale Anaepa, «la variabile in diminuzione che manteneva contenute le soglie di aggiudicazione dei lavori con una forbice tra il 10 e il 20%. Oggi invece le soglie vanno oltre il 35%, favorendo di fatto solo le aziende più grandi». L'associazione sollecita un incontro urgente con l'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, per chiedere le modifiche dei criteri di aggiudicazione e calmierare il codice degli appalti.

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