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04/08/2021

Ma la crisi dei prezzi in Cina fa costare di più tutti i lavori

Corriere del Veneto - S.Ma.

Materie prime
Il problema per i cantieri pubblici (e anche privati) nell'anno e mezzo del Covid cambia leggermente fra la prima e la terza fase epidemica, ma riguarda sempre lo stesso argomento: i materiali. Ma se durante il lockdown e subito dopo la difficoltà principale era l'approvvigionamento, ora si pone un tema diverso, quello dei costi. Costa tutto di più. Se ne sono accorti a Ca' Sugana e, se adesso la situazione è gestibile e non troppo esosa, per l'autunno cambiano le carte in tavola. «Possiamo ritenerla una sorta di "bolla" spiega l'assessore ai lavori pubblici Sandro Zampese -. Si tratta di un fenomeno nazionale e internazionale e riteniamo che possa durare anche a lungo. Abbiamo notato degli aumenti sproporzionati. Per i cantieri che abbiamo già appaltato o in partenza ci sono state solo piccole revisioni di prezzo, in corso d'opera c'è stato qualche aggiustamento, fino ad ora è un aumento contenuto ma per i nuovi appalti abbiamo già visto che l'importo sarà maggiore. In linea generale, con le differenze che possono esserci fra i singoli lavori, i rincari dei materiali sono di circa il 25% e credo che lo noteremo soprattutto sui minori ribassi d'asta». Quando l'ente pubblico mette in appalto un'opera, l'azienda vincitrice è quella che offre una prestazione elevata a un pezzo inferiore delle altre: «Temo che non ci saranno più i ribassi del 15%, potremmo non superare il 5% per i nuovi appalti. Per il momento è tutto da verificare, si possono adottare alcune misure per contenere i prezzi ma siamo tranquilli, la situazione è ancora gestibile». Le materie prima per i cantieri (a partire da acciaio, carbonio e legno lamellare) hanno subito un aumento notevole: «E questo ovviamente vale sia per il settore pubblico che per il privato». Nel capoluogo non si registrano ritardi irrecuperabili (anche se sono partite nei giorni scorsi alcune asfaltature in periferia che erano state cancellate dal cronoprogramma 2020 per un importo di 500 mila euro). «Siamo a regime - sottolinea Zampese -. Anche nei momenti più difficili dal punto di vista degli spostamenti e del distanziamento non abbiamo mai smesso di lavorare, se non per brevi momenti. Abbiamo privilegiato i cantieri all'aperto, rinunciando a quelli al chiuso come il museo Bailo e le pales t r e , s o s p e s i d u r a n t e i l lockdown. Lì il problema era il reperimento dei materiali, le produzioni erano rallentate, i ritardi si sommavano». Adesso è che un cantiere potrebbe avere un costo di un quarto superiore ad uno identico.