scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
08/05/2021

MA DAVVERO IL SUD NON SA SPENDERE? TUTTE BUGIE

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PATRUNO
>> CONTINUA DALLA PRIMA Epoi i fondi europei. Il cui risultato più immediato è stato un pullulare di uffici e studi professionali, unici in grado di capirci qualcosa in procedure più complicate del giapponese antico. Tutta una generazione di professionisti che si è creata fuori più che dentro alle amministrazioni. Esperti che il Sud ha avuto meno possibilità di pagarsi avendo meno mezzi del Nord. E con una burocrazia non solo tanto bulimica di norme contrastanti che è più facile mettere d ' ac cordo interisti e juventini. Ma anche tanto sparsa sui territori da far passare il sempre atteso sportello unico come la più violata promessa del secolo. Ciò che costa cento giorni all ' an no di lavoro perso alle imprese. Le quali soprattutto al Sud sono tanto piccole da non potersi consentire questo lusso. Eppure la stessa Bruxelles ha sempre certificato che la percentuale di spesa del Sud è in linea con quella di altri Paesi dell ' Unione. Pregiudizi a parte. E i tempi, i tempi. Più di quattro anni in media dalla decisione dell ' opera al cantiere. Con tutto il codice degli appalti che presuppone il reato come norma. E i ricorsi al Tar che come norma presuppongono una puntuale violazione delle regole da parte di chi ha vinto una gara. E progettazione fra i 2 e i 6 anni, aggiudicazione fra i 5 e i 20 mesi, lavori dai tre anni per fare una strada ai 15 per opere di 100 milioni di euro. Quando in corso di lavori non ci sono le varianti o i fallimenti che fanno arrugginire i lucchetti delle recinzioni. Tempi incompatibili con quelli dell ' Eu ropa. Che infatti per il Recovery ha detto cinque anni prendere o lasciare. Dice: ma è così in tutta Italia. Però ancora più grave in un Sud che di quelle opere ha più bisogno. E burocrazia che, nonostante gli stessi orrori ovunque, al Sud è in media col più basso livello generale che può avere un ' area in ri tardo di sviluppo. Quando ai primi lotti non seguono i secondi lotti perché per il Sud la spesa pubblica in investimenti (e non solo) è sempre più bassa che al Centro Nord. A parte che è stata la stessa Europa a denunciare che i suoi fondi non si aggiungono a quelli nazionali ma troppo spesso li sostituiscono. Cosicché tu Sud una scuola o un ospedale li hai grazie all ' Europa, per ché il tuo Stato li costruisce solo nel resto del Paese. Ma ancora. Solo una piccola parte della spesa al Sud è a carico del Sud e delle sue regioni, che sono una mezza iattura non solo al Sud. Ma una ferrovia o una autostrada (quand ' anche le facessero) sono compito dello Stato, tutt ' altro che un campione mondiale di spesa. Tanto che se davvero il Sud non fosse capace, faccia lo Stato. Così, se non le infrastrutture attese, perlomeno si avrebbe la verità. Cioè l ' alibi di chi accusa il Sud di non saper spendere per nascondere quanto poco per il Sud si spende. Per non parlare dei cofinanziamenti locali, sempre più ardui quanto più durerà la mancanza di equità che toglie ogni anno al Sud 61 miliardi di euro che gli spettano. Quand ' anche non ci fosse lo ste reotipo del Sud buono a nulla e incapace di tutto, non bisogna confondere le cause con gli effetti. Tutti i mezzi sono meno al Sud, ma nel resto il Sud dovrebbe essere tutto più. Nulla è immacolato al mondo, compresi i meridionali che si mettono di traverso su tutto. I campioni del no a tutto. Ma ritorna la domanda: il Sud non sa spendere o non è messo in condizione di spendere? E non si dice che non sa spendere, così non gli diamo neanche il poco che dovrebbe spendere? Lino Patruno

Foto: TRASPORTI Punto dolente per il Sud