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03/10/2018

M5s-imprese, D’Incà media: «È ora di sedersi al tavolo»

Il Gazzettino

L'INTERVISTA
VENEZIA «Sediamoci a un tavolo, discutiamo delle problematiche e cerchiamo di risolverle». Con pragmatismo tutto bellunese, il deputato Federico D'Incà si offre come mediatore fra il suo Movimento 5 Stelle e gli Industriali del Veneto, protagonisti da settimane di una crescente conflittualità, al punto da arrivare in questi giorni allo scontro totale fra il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente nazionale Vincenzo Boccia. Da una parte l'attacco pentastellato al leader regionale Matteo Zoppas, dall'altra l'appello confindustriale al rispetto delle rappresentanze sociali, sullo sfondo il sospetto grillino di un asse imprenditorial-leghista per modificare la manovra.
In un tale scenario di tensioni e veleni, crede sia possibile una rappacificazione?
«Sì, perché non c'è alcuna vera distanza tra il Movimento e le imprese. Semplicemente penso ci sia stata una mancanza di dialogo, un problema di cui intendo personalmente farmi carico, sulla scia anche della mia esperienza in Veneto: solo la settimana scorsa ho trascorso un'intera giornata, al mattino nella sede di Unindustria Treviso e nel pomeriggio in quella di Confindustria Belluno Dolomiti, per incontrare gli imprenditori e raccogliere richieste e suggerimenti. Mi dispiace per le parole usate da Boccia, mi auguro che possa cambiare velocemente idea e che ci possa essere un rapporto di collaborazione, che per la mia parte mi riprometto di contribuire a costruire».
Vincenzo Marinese, presidente di Venezia-Rovigo, ha però lamentato che è dura confrontarsi con il ministro Di Maio, finché declina gli inviti.
«Gli farò presente che la sua partecipazione all'assemblea del 30 ottobre potrebbe essere un importante segnale di disgelo. Però sono sicuro che finora c'è stato solo un problema di agenda, non certo di cattiva volontà. Siamo nei primi mesi di Governo e il nostro vicepremier ha dovuto seguire dossier molto gravi e delicati, dall'Ilva a Genova, che hanno richiesto anche lo studio di migliaia di documenti. Posso anzi assicurare che Luigi ha in mente una serie di iniziative rivolte proprio al Nord, per presentare il lavoro che stiamo facendo ad un'area di cui conosce perfettamente l'importanza».
Una mossa di competizione interna, per non lasciare tutto il campo alla Lega?
«Credo che non dobbiamo temere alcuna concorrenza. Siamo la forza politica che più di tutte dal 2013 ha parlato di economia reale e posti di lavoro, facendo della tecnologia, dell'innovazione, delle startup, dell'imprenditoria giovanile e della lotta alla contraffazione la propria bandiera. Comunque c'è spazio per tutti e soprattutto per chi vuole fare. Un problema è un problema: che lo affronti il Movimento 5 Stelle o la Lega, la gente si aspetta solo che venga risolto. Per questo lavoriamo insieme al Governo, ma anche fuori tra persone intelligenti sappiamo dove si ferma la polemica politica e si può lavorare in comune. Per esempio a Belluno siamo sei parlamentari: di Pd, M5s, Fi, Fdi e Lega. Ma al di là degli schieramenti, ci riuniamo spesso per confrontarci su temi condivisi, dall'autonomia alla ferrovia. Una volta vince l'uno, una volta vince l'altro, ma intanto da veneti cerchiamo delle soluzioni. Ecco, credo che se ci telefoniamo e ci vediamo, al di là di parlarci tramite i giornali o i social, possiamo dialogare meglio anche con Confindustria».
Vi proponente dunque come il partito delle imprese?
«Noi siamo il partito degli italiani e dei veneti, tra cui ci sono imprenditori, commercianti, artigiani, gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese, studenti che scappano all'estero, tante realtà che vanno tutte quante prese in considerazione. Allo stesso modo penso che anche la maggior parte degli imprenditori non guardi solo alle proprie aziende, ma pure al territorio e alla società nel loro complesso. Per questo dobbiamo lavorare fianco a fianco nel reciproco rispetto. Abbiamo cinque anni davanti, i rapporti si costruiscono nel medio e nel lungo periodo, cominciamo a parlarci».
Malgrado l'accusa a Zoppas e la contro-accusa di ricatti?
«Non vedo nessun ricatto, vedo solo la necessità di un confronto. Quanto a Zoppas, bisogna uscire dal caso specifico ed entrare nell'ordine di idee che le concessioni, con il passare del tempo, vanno riesaminate».
Cos'ha il M5s da mettere sul tavolo?
«Tante misure: da quelle fiscali contenute nella manovra, allo sblocco di un miliardo di euro in avanzi di bilancio dei Comuni previsto dal decreto Milleproroghe, alle modifiche che intendiamo apportare al Codice degli appalti. Poche ciacole e molti fatti».
Angela Pederiva
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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