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05/08/2021

L’Usl 3 cancella il maxi bando Cup, stop all’esternalizzazione

La Nuova Venezia - Laura Berlinghieri

Era stato l'ultimo atto amministrativo voluto dall'ex dg Dal Ben Soddisfatti i sindacati: «Bene, così si salvaguardano i posti di lavoro»
il casoDietrofront dell'Usl 3: il maxi bando da 40 milioni di euro per l'esternalizzazione del cup e di altri servizi amministrativi, con probabile soppressione di decine di posti di lavoro, non s'ha da fare. La campagna vaccinale, il recupero delle liste d'attesa e il trattamento dei pazienti long Covid: sono queste le nuove priorità dell'azienda Serenissima che, viste le "nuove e diverse esigenze dei servizi amministrativi", ha revocato il bando indetto a fine 2020 per l'esternalizzazione dei servizi cup, call center, cassa, front office e di altre attività amministrative.Un maxi bando da 40 milioni di euro, uno degli ultimi atti della gestione di Giuseppe Dal Ben, che avrebbe avuto come esito il sacrificio di decine e decine di posti di lavoro. Per questo era stato duro lo scontro con i sindacati, che ora rivendicanoL la vittoria. Del resto, la nuova valutazione dell'azienda Serenissima è piuttosto chiara, come emerge dall'atto con cui viene disposta la revoca, nel quale è rilevata «l'inopportunità di dar corso alla gara in essere, considerato che i servizi oggetto di gara non consentirebbero di soddisfare le necessità attuali e future di servizi amministrativi dell'Azienda Usl».Insomma, serve personale. Commenta soddisfatto Dario De Rossi di Cisl: «È positivo che l'azienda si sia resa conto dell'inattuabilità di un bando con quei requisiti. Ora ci immaginiamo che sarà indetta una nuova gara, a partire da diversi parametri, che consentano di salvare i posti di lavoro». «Siamo molto soddisfatti, perché eravamo molto preoccupati per la tenuta occupazionale e la qualità del servizio», ha aggiunto Daniele Giordano (Cgil). «Ridurre le ore di lavoro avrebbe significato non solo sacrificare un certo numero di lavoratori, ma ridurre il servizio stesso, in un momento tanto delicato per la sanità». Attualmente, i diversi servizi che erano oggetto del bando erano gestiti dal Csu Zorzetto, dal centro Orizzonti e dalla società Domino, i cui contratti ora non possono più essere prorogati. Per questo è quasi certo che l'atto di ieri sia di preludio a un nuovo bando, questa volta senza il sacrificio di decine di posti di lavoro. «L'amministrazione ha proceduto a una nuova valutazione dei fabbisogni di servizi amministrativi da cui è emerso l'insorgere di nuove esigenze organizzative di servizio, inevitabilmente connesse ad una situazione di fatto evidentemente mutata, che è necessario soddisfare» conclude infatti l'azienda sanitaria. --Laura Berlinghieri