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03/07/2020

Luglio decisivo Conte allo sprint

La Prealpina

GIORNO
Mes e Recovery Fund: missioni a Bruxelles Il premier punta su Decreto Semplificazioni e accordo coi Paesi iberici coinvolgendo la maggioranza
ROMA - Il tempo dei tentennamenti è finito. Luglio dovrà essere il mese del Recovery Fund, del primo draft del piano di rilancio e di quel DL semplificazioni «indispensabile» per far correre il Paese. Al primo giorno del mese più cruciale per il destino del suo governo, Giuseppe Conte parte al contrattacco. Entro domani il Decreto Semplificazioni potrebbe vedere luce: i nodi restano e servirà un ultimo vertice di maggioranza a scioglierli ma la strada sembra tracciata. «È tempo della concretezza», ribadisce il premier rispondendo, indirettamente, ai timori di impantanarsi nella palude filtrati dai vertici del Pd in queste ore. Ed è anche sul Mes il premier rivendica «una linea chiara e non attendista». Una linea che, sottolinea, «non ha alcun legame con la politica di bilancio o la tassazione» e che porterà Conte alla presentazione, alle Camere, dell ' intero pacchetto di aiuti Ue. Difficile che la decisione delle Camere arrivi prima di settembre ma, al momento, nulla è escluso. L ' obiettivo primario resta il Recovery Fund: è su questo dossier che Conte inizierà il suo minitour europeo che lo porterà a Lisbona, Madrid e Berlino, rinsaldando un asse che dai Paesi iberici arriva a Roma e Parigi e che punta a piegare le resistenze dei Paesi frugali. «L ' obiettivo è un ' intesa rapida che mantenga l ' ambi zione di partenza. Il risultato finale non dovrà discostarsi dalla proposta della Commissione», spiega Conte nel corso del Question Time alla Camera elencando alcune delle priorità italiane: dalla distinzione tra i criteri di allocazione (ai Paesi membri) tra Recovery Fund e fondi di coesione ordinari, alla necessità che i prestiti siano a lungo termine. Eppure, nella missione a Lisbona e Madrid del 7 e 8 luglio il Mes sarà un convitato di pietra. Conte non ha alcuna intenzione di far sì che l ' Italia sia la sola a chiedere il fondo. Ma se il Mes fosse richiesto da più Paesi, per esempio da Spagna e Portogallo, le possibili conseguenze politiche - e macroeconomiche in caso di ritorno del patto di stabilità - si attenuerebbero. E, nella penisola iberica, c ' è chi ritiene il Mes fondamentale. La Catalogna, per esempio, si appresta a chiedere formalmente al premier Pedro Sanchez di attivarlo, " pren dendone " 2 miliardi. Soldi che, in Spagna come in Italia, agli Enti locali fanno comodo. Il 13, invece, Conte sarà a Berlino per un ultimo bilaterale con " l ' al leata " Angela Merkel prima del Consiglio Ue. Un ' alleata, la cancelliera, al quale il premier vuole portare in dote il varo del Decreto Semplificazioni, prima tappa di quelle riforme che Bruxelles lega a doppio filo con il Recovery Fund. Poi, un nuovo vertice di maggioranza fa il punto, forse finale, sul testo. Danno erariale, abuso di ufficio, modello Genova sui cantieri - con la nomina dei commissari per il monitoraggio delle singole opere restano i nodi ancora aperti. Sull ' ultimo punto, fonti di maggioranza in serata abbozzano un ' ipotesi: che si vada verso la possibilità di una lista, compilata con un Dpcm ad hoc, che individui discrezionalmente un elenco di opere-chiave. E che bypassi, di fatto, il codice degli appalti. Altro punto aperto è quello della condivisione delle banche dati, sui cui puntano molto il ministro per la Pa, Fabiana Dadone, e quello per l ' In novazione, Paola Pisano. Mentre Conte, sul provvedimento, ha per la prima volta dalla crisi Covid, scelto di coinvolgere costantemente i gruppi della maggioranza. Un modo anche per placare le forze centripete che, soprattutto al Senato, rischiano di portare sul baratro il governo.

Foto: Qui sopra e a destra, il premier Giuseppe Conte durante il Question Time di ieri (Foto Ansa)