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14/08/2021

L’Ue non accede agli appalti russi

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Protesta dell'Unione europea per le difficoltà di accesso al mercato degli appalti russo; chiesto lo svolgimento di consultazioni con la Russia nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc, Organizzazione mondiale del Commercio, il cosiddetto Wto) in merito ad alcune misure russe che limitano o impediscono alle imprese dell'UE di vendere beni e servizi alle imprese statali e ad altri soggetti russi mediante appalti per scopi commerciali. E' questa la mossa dell'Unione europea rispetto ad alcune pratiche in contrasto con le norme dell'Omc che impongono alla Russia di non discriminare le imprese estere in questo settore. Dal 2015 la Russia, si legge in una nota diffusa da Bruxelles, ha gradualmente ampliato la propria politica di sostituzione delle importazioni ricorrendo a restrizioni e incentivi di varia natura, che mirano a sostituire l'uso di beni e servizi esteri nei contratti d'appalto stipulati da determinate entità statali e da soggetti di diritto nei progetti di investimento finanziati dallo Stato. L'impatto economico per le imprese dell'UE è molto significativo. Nel 2019 il valore degli appalti pubblicati dalle imprese statali ammontava a 23. 500 miliardi di rubli, pari a circa 290 miliardi di euro e al 21% del PIL russo. L'Unione europea contesta, in particolare, tre misure russe che appaiono incompatibili con la normativa dell'Omc, in particolare con il principio fondamentale del trattamento nazionale, che impone ai membri dell'Omc di trattare i produttori esteri e nazionali in modo non discriminatorio. In primo luogo si fa riferimento a valutazioni discriminatorie delle offerte di appalto - durante la fase di valutazione nell'ambito dei loro appalti, alcune entità statali detraggono il 15% (fino al 30% per alcuni prodotti) dal prezzo offerto per prodotti o servizi nazionali di soggetti russe. Qualora venga poi selezionata l'offerta di prodotti e servizi di un soggetto russo, successivamente viene comunque pagato il prezzo pieno. Questo significa che i prodotti o i servizi importati di soggetti esteri sono considerati in modo meno favorevole durante tale fase di valutazione, dato che non beneficiano della riduzione di prezzo del 15%. Ciò comporta una discriminazione nei confronti delle offerte di beni o servizi importati forniti da entità estere. In secondo luogo la Ue si riferisce a requisiti per autorizzazioni preventive - le società russe che intendono acquistare determinati prodotti di ingegneria all'estero necessitano di un'autorizzazione da parte della commissione russa per la sostituzione delle importazioni. Tale autorizzazione sembra essere concessa su base arbitraria e non è necessaria per l'acquisto di prodotti di ingegneria nazionali. Infine viene citata la prassi di definire requisiti relativi ai contingenti nazionali negli appalti - richiesti per circa 250 prodotti, tra cui veicoli, macchinari, dispositivi medici e prodotti tessili: fino al 90%di tali prodotti devono essere di origine nazionale. Dal punto di vista procedurale le consultazioni richieste dall'Ue per la risoluzione della controversia rappresentano il primo passo della procedura di risoluzione delle controversie dell'Omc Se non condurranno a una soluzione soddisfacente, l'Ue potrà chiedere all'Omc di istituire un panel che deciderà sulla questione.