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28/05/2020

Luca Tronchetti / VAGLIUna frana tira l’altra. E, …

Il Tirreno - Luca Tronchetti

Luca Tronchetti / VAGLIUna frana tira l'altra. E, per la procura, da quei falsi smottamenti creati ad arte è venuto giù il «sistema Vagli» con la concessione alle due imprese amiche di appalti per lavori di somma urgenza. Secondo gli accertamenti bancari della guardia di finanza, dal luglio 2014 alla fine del 2019, le due imprese (Romei e Pandolfo) vicine all'ex sindaco Mario Puglia e ai suoi sodali avrebbero incassato bonifici effettuati dal comune di Vagli Sotto per oltre 2,5 milioni. Un sistema collaudato e a schema ripetuto nel tempo per oltre un anno e mezzo. Per l'accusa dapprima c'è la falsa dichiarazione di un'esistente situazione di grave pericolo (una frana che interrompe una strada). In quel modo si consente l'affidamento in appalto con scelta diretta e quindi senza gara. Così facendo si crea una turbativa nel procedimento di scelta del contraente in aperta violazione del codice degli appalti pubblici (decreto legislativo 50 del 2016) e dell'articolo 97 della Costituzione sull'efficienza e l'imparzialità della pubblica amministrazione. Stando all'inchiesta del sostituto procuratore Salvatore Giannino al vertice della piramide c'era l'ex sindaco Mario Puglia (che spesso agiva anche da dirigente dell'ufficio tecnico) coadiuvato dagli assessori Mirna Pellinacci e Piero Franchi. Responsabilità di carattere penale, stando agli inquirenti, sarebbero attribuibili anche ai dirigenti e impiegati dell'ufficio tecnico e ragioneria del comune di Vagli: dal ragioniere capo Alfeo Bragoni (indagato e condannato dalla Corte dei Conti e poi assolto dalla Cassazione nel 2019 in qualità di ex dirigente dell'ufficio finanze del comune di Villafranca per una storia di falsi rimborsi spese), l'istruttore tecnico comunale Federica Orsetti, l'impiegata dell'ufficio ragioneria Debora Franceschi, il progettista di alcuni lavori inesistenti Mariolino Morganti e il geometra dell'ufficio tecnico Marco Bertoncini. Per l'accusa concorrenti al falso in atto pubblico e alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente sono gli imprenditori Tiziano Pandolfo e Roberto Romei. IL PRIMO EPISODIOL'indagine nasce dall'affidamento di lavori di somma urgenza alla Tiziano Pandolfo srl per una presunta situazione di grave pericolo lungo la strada comunale Ponte Tambura - Valle di Arnetola. Era il 19 febbraio 2017 quando la giunta guidata da Mario Puglia stanziava una somma di 150mila euro (di cui 30mila euro per il primo intervento) per stabilizzare il movimento franoso affidando i lavori in appalto senza gara all'imprenditore barghigiano. Ma quel presunto movimento franoso e almeno altri due si sarebbero verificati l'antivigilia di Natale del 2017. Quel 23 dicembre, in considerazione delle ordinanze di lavori di somma urgenza, per la giunta Puglia sarebbe venuto giù mezzo paese. Ma la polizia giudiziaria in occasione degli accertamenti in loco non riscontra traccia di cartelli indicanti la presenza di aree di cantiere o l'avvio di lavori per stabilizzare le frane. Non solo. Gli investigatori notano la presenza di numerosi segni di pneumatici di grosse dimensioni, di quelli usati dagli autocarri, all'interno dell'area di smottamento sulla strada comunale tipici dei mezzi meccanici usati per lo scavo di una frana. E per chiudere il cerchio, stando alla polizia giudiziaria sulla base di rilievi fotografici disponibili sul sito della Regione, il fronte di frana su Ponte Tambura era già presente nel 2013. LE ALTRE FRANE 2017Il «Sistema Vagli» non si ferma quindi alla strada Ponte Tambura-Valle di Arnetola. Perché, sempre il 23 dicembre 2017 e per l'ordinanza con le medesime modalità il 19 febbraio 2018, Mario Puglia, in qualità di dirigente dell'ufficio tecnico, con ordinanza dichiara una situazione di grave pericolo lungo la strada comunale Cimitero-Campo Sportivo di Vagli per giustificare l'affidamento di lavori di somma urgenza e consentire di scegliere direttamente la Tiziano Pandolfo srl come ditta aggiudicataria dei lavori. Lo schema si ripete per la presunta frana lungo la via Vandelli - Fontana delle Monache di Vagli. Avvenuta per il sindaco Puglia il 23 dicembre 2017 con delibera di stanziamento dei lavori di somma urgenza il 19 febbraio e affidamento diretto all'imprenditore barghigiano Tiziano Pandolfo a cui, durante la perquisizione di lunedì, la polizia giudiziaria avrebbe sequestrato in via preventiva una Lamborghini Countach del valore di 300mila euro. E il 13 novembre 2018 la situazione di grave pericolo appare lungo la strada comunale di Vagli incrocio Fontana Baisa località Metato di Mennone. Stavolta il sindaco Puglia e gli assessori Pellinacci e Franchi approvano l'ordinanza per i lavori si somma urgenza e lo stanziamento dei fondi con affidamento diretto in quella circostanza alla ditta Romei srl. L'ULTIMA FRANACambia il sindaco - da Puglia a Giovanni Lodovici - ma il sistema continua a funzionare come un orologio svizzero. Il 2 febbraio 2019 la situazione di grave pericolo si presenta lungo la via comunale che va dalla località Pian di Lucimandre alla località Campocatino. Stavolta i lavori di somma urgenza vengono affidati da Puglia (responsabile ufficio tecnico), Lodovici (neo sindaco) e Pellinacci (membro di giunta) alla ditta Romei srl. --