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11/10/2018

L’Sos del governo alle partecipate

Il Trentino

L'INCONTRO
Da Eni a Enel, aziende riunite a Palazzo Chigi. Più investimenti e più assunzioni
L'Ad di Eni Claudio Descalzi (Ansa) di Michele Esposito ROMA Più investimenti e più assunzioni per non disattendere le prospettive di crescita contenute nel Def. Il governo chiede «aiuto» alle partecipate e, per oltre due ore, riunisce nella sala Verde di Palazzo Chigi tutte le più grandi aziende dello Stato, da Eni a Enel, da Saipem a Fincantieri fino ad Ansaldo e Open Fiber. È il segno che, nelle ore cruciali della manovra, i giallo-verdi si giocano uno degli ultimi jolly per giustificare le spese in deficit e puntano tutto, o quasi, sul ruolo di Cassa Depositi e prestiti. È proprio la Cassa che, come una «nuova Iri» nella strategia del governo e in particolare in quella M5S, potrebbe fare da volano agli investimenti delle partecipate. All'ad Fabrizio Palermo, di fatto, viene fatta firmare una cambiale in bianco che prevede un impegno, cospicuo, della società controllata per oltre l'80% dal Tesoro. A tutte le partecipate il governo assicura in cambio un ambizioso piano di riforme: da quella del codice degli appalti al riassetto del fisco, dalla riforma del codice civile a un massiccio piano di semplificazione burocratica. Cercheremo di cambiare le cose per gli investitori in modo operativo ma con una logica più micro che macro, è il messaggio del titolare dell'Economia Giovanni Tria. Al tavolo, oltre al premier Conte, ci sono soprattutto esponenti pentastellati: da Luigi Di Maio a Danilo Toninelli, da Barbara Lezzi al sottosegretario Stefano Buffagni, «l'uomo» del Movimento per le nomine. Presenti anche Giancarlo Giorgetti, Paolo Savona e Giulia Bongiorno. È Conte a prendere la parola per primo. Il premier ribadisce di voler puntare sulle infrastrutture materiali e immateriali, di voler creare un ambiente «più amico» per gli operatori economici, per favorire insomma quella «corsa» agli investimenti con cui i giallo-verdi puntano a convincere, in extremis, l'Unione europea e soprattutto mercati. E al termine del vertice Conte, Di Maio e Salvini provano a dare nuovamente rassicurazioni alle telecamere davanti Palazzo Chigi. «Abbiamo avuto grande disponibilità e abbiamo convenuto che una manovra diversa avrebbe portato alla recessione», spiega il premier parlando di investimenti aggiuntivi, da parte delle aziende, pari a 20 miliardi con il piano delle riforme in campo. Mentre Di Maio sottolinea che, con la riforma quota 100, per «ogni pensionato si avrà più di un assunto». Di fatto, tuttavia, l'unica a muoversi nel breve periodo potrebbe essere Cdp. Tra le altre partecipate non può che regnare la prudenza. E nessuna disponibilità arriva sull'acquisto di titoli di Stato. «Non se n'è parlato, il tema è stato il livello di investimenti», spiega l'ad di Eni Claudio Descalzi sottolineando come, dal governo «non ci siano stati richieste specifiche».

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