scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
10/06/2021

Lotta sbiadita al malaffare Da Draghi solo passi indietro

La Notizia Giornale

Lotta sbiadita al malaffare Da Draghi solo passi indietro
di niCoLA SCuDeRi Sembra che non passi giorno senza che la cronaca giudiziaria ci ricordi l'esistenza di casi di corruzione, scambi di favori e appalti pilotati. Problemi atavici del nostro Paese che dopo essere stati al centro delle iniziative del precedente governo di Giuseppe Conte , tanto da guadagnarsi il plauso di Bruxelles per gli importanti passi avanti fatti nel contrastare tali fenomeni, sembrano essere di colpo spariti dall'agenda politica. In controtendenza con quanto fatto dall'ex guardasigilli Alfonso Bonafede , il governo di Mario Draghi si appresta a prendere una serie di misure che sembrano stri dere con la necessità di contrastare queste problemati che. Una di queste è quella che viene definita come un "depotenziamento" dell'Autorità na zionale anticoruzzione (Anac), sancito dal decreto legge voluto dal ministro Renato Brunetta , che sostanzialmente esautora l'authority dal monitoraggio delle amministrazioni pubbliche in vista degli ingenti fondi europei che arriveranno con il Recovery plan. IRA DELL'AUTHORITY Nel testo, ancora provvisorio, si legge che le pubbliche amministrazioni dovranno adottare il piano entro fine anno "per as sicurare la qualità e la trasparenza dell'at tività amministrativa e migliorare la qua lità dei servizi", definendo "gli strumenti e le fasi per giungere alla piena trasparenza, nonché per raggiungere gli obiettivi in materia di anticorruzione". Un decreto che ha mandato su tutte le furie il presidente dell'Anac, Giuseppe Busia , secondo cui "dal governo arrivano preoccupanti passi indietro in materia di anticorruzione, se venissero confermate le bozze in cir colazione, in un momento in cui massi ma dovrebbe essere l'attenzione verso la gestione trasparente delle risorse, anche per il rischio di infiltrazioni delle mafie". A preoccupare il vertice dell'Authority, no nostante le rassicurazioni del governo, c'è soprattutto "il rischio di aprire la strada al passaggio di competenza in materia di anticorruzione da un'autorità indipendente, qual è l'Anac, agli uffici governativi" per ché, testo alla mano, i piani anticorruzione e la verifica degli adempimenti in materia di trasparenza finirebbero in capo al mi nistero della Funzione Pubblica retto pro prio da Brunetta. MOVIMENTO IN TRINCEA Come se non bastasse, due settimane fa è esploso il dibattito in maggioranza sul la necessità di rivedere il codice appalti che, secondo Matteo Salvini , tarpa le ali alla ripresa economica. Si tratta del sistema, attualmente vigente, che serve a com battere la corruzione che, dati alla mano, vede l'Italia in vetta alle classifiche di tutte le democrazie occidentali. Ma per il Capitano, a cui si è accodata poco dopo Forza Italia, è il caso di "azzerarlo" nel prossimo decreto Semplificazioni, la sciando ai sindaci il compito di decidere a quali opere dare il disco verde e in che tempi. Un'idea che, chiaramente, viene osteggiata dal Movimento 5 Stelle che teme un aggravamento del proble ma proprio in vista degli oltre 200 miliardi che pioveranno sull'Italia da Bruxelles. Battaglia tutt'altro che sterile e fine a sé stessa perché i 5 Stel le, assieme al Pd e a Leu, sono già riusciti a mettere una pezza al decreto Semplifica zioni ottenendo la cancellazione del criterio del massimo ribasso per l'aggiudicazio ne per le opere del Recovery plan. Grazie ai grillini, infatti, l'assegnazione dei lavori dovrà premiare l'offerta economicamente più vantaggiosa tenendo conto, però, sia del prezzo che della qualità del lavoro.

cose da pazzi

Nonostante gli scandali quo diani l'Esecu vo vuole depotenziare l'Anac E si parla di azzerare il Codice degli appal


Foto: giuseppe Busia (imagoeconomica)