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25/06/2020

«L’ospedale San Cataldo può essere pronto in 2 anni»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

SANITÀ ATTESA L'APERTURA DEL CANTIERE
Il direttore generale Rossi: i contenziosi appaiono finalmente risolti
l Nuovo ospedale San Cataldo di Taranto ora ottimisticamente cantierizzabile nelle prossime settimane e realizzabile in meno di un paio di anni. Piano di smaltimento di quattro/cinque mesi per le liste d'attesa più che mai ingolfate dopo il blocco causato dal coronavirus, ma anche strategie per intercettare quella mobilità passiva che il lockdown ha tenuto ferma con un "risparmio" di circa 15 milioni per le casse della Regione. Sono stati questi gli argomenti principali su cui ha ruotato l'altro ieri sera un incontro on line convocato dal consigliere regionale Gianni Liviano sul tema "La sanità a Taranto". A fare il punto, tra gli altri, il direttore generale dell'Asl Ta, Stefano Rossi, e il direttore del Dipartimento Salute della Regione, Vito Montanaro. Ed, in effetti, "archi viata" l'emergenza coronavirus per la quale, divergendo da chi considera una "fortuna" i casi contenuti della realtà locale (280 casi, 32 decessi), il direttore Rossi rivendica il ruolo determinante dei medici tarantini e dei comportamenti dell'intera comunità, ora lo sguardo è decisamente concentrato sul "post lockdown", sulla ripartenza, difficilissima da organizzare. C'è da guardare al futuro ora e, su indicazione del dottor Nicola Baldi che ha introdotto i lavori, l'argomento su cui si vogliono risposte certe è quello del nuovo ospedale che, a differenza di altri ospedali pugliesi contestualmente programmati una decina di anni fa, ancora non vede l'avvio dei lavori. Quanto meno, però, ora, una serie di contenziosi appaiono finalmente risolti. C'è, quindi, da attendere qualche giorno prima dell'inizio lavori da cui calcolare poi un anno e mezzo di tempo - quanto la ditta appaltatrice ha previsto lavorando notte e giorno per 6 giorni a settimana - per veder realizzata la struttura. A che punto si è, dunque? Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha giudicato non assoluto ma relativo il divieto al lavoro notturno quando questo è espressamente motivato come in questo caso, il Rup - ha informato il dg Rossi - ha rivalutato e confermato l'aggiudica zione alla Rti Debar. Dalla conferma dell'aggiudicazione, per effetto della clausola "stand still" del codice degli appalti - ha spiegato Rossi -, il contratto non può essere firmato prima che siano decorsi 35 giorni. «Potrebbe sempre esserci un nuovo ricorso», commenta il direttore generale che si dice tuttavia cautamente ottimista che, invece, con la sua sentenza, il Consiglio di Stato abbia sostanzialmente blindato tale residua possibilità. Altro argomento di interesse più generale la ripresa delle prestazioni bloccate dal 9 marzo per l'emergenza Covid. L'altro ieri mattina - ha confermato anche il direttore Montanaro - si è fatto il punto della situazione con tutti i direttori generali sulle 800 mila prestazioni (escluse quelle di patologia clinica) in arretrato e da recuperare ora anche alla luce delle norme di distanziamento e sanificazione. Nelle attuali fasi di recall, dice a sua volta il dg Rossi, sta emergendo che molti avevano persino "dimenticato" di avere una prenotazione, cosa che la direbbe lunga sull'inadeguatezza di tante richieste. «L'obiettivo - ribadisce Montanaro - è il recupero totale nell'arco di quattro/cinque mesi delle prestazioni ambulatoriali e dei ricoveri attraverso l'istituto delle prestazioni aggiuntive che devono essere poste in campo con la riorganizzazione delle attività su 12 ore quotidiane e 6 giorni la settimana». Ma ad essere chiamato in causa è anche il privato accreditato affinché «i budget non erogati nei mesi di marzo, aprile e maggio possano essere erogati in aggiunta alle mensilità di giugno e seguenti». Altrettanto rilevante in questo periodo la riorganizzazione del servizio sanitario regionale «immaginando un percorso che vada oltre il DM70» e «riscrivendo il piano ospedaliero regionale alla luce del rischio che il coronavirus possa tornare a circolare».

Foto: LA VIDEOCONFERENZA Organizzata dal consigliere regionale Gianni Liviano. Presente anche il direttore del Dipartimento Salute della Regione, Montanaro


Foto: SANITÀ Come sarà il nuovo ospedale San Cataldo