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24/10/2018

L’ospedale S.Carlo avvia la revoca per la gestione della radioterapia

La Gazzetta Del Mezzogiorno

SANITÀ E INCHIESTE L'AZIENDA AL CONTRATTACCO CONTINUAZIONE L'azienda ospedaliera annuncia che comunque il servizio non sarà sospeso: stesso acceleratore, ma gestione interna STOP PARZIALE L'appalto riguardava costruzione del bunker, fornitura dell'apparato e gestione del servizio. Salterebbe solo l'ultima
Comunicazione a Forali e procedimento da concludere in 30 giorni Il servizio sarà internalizzato. Ma il macchinario «non nuovo» resta
GIOVANNI RIVELLI l Il San Carlo ha avviato le procedure di rescissione del contratto con la ditta Forali per il servizio di erogazione di prestazioni di Radioterapia contestando all'azienda di aver fornito un «Acceleratore Lineare Clinac» non conforme «a quanto prescritto dall'art. 4 del Capitolato speciale di gara (obbligo di fornire beni di produzione corrente, nuovi di fabbrica, non ricondizionati né riassemblati), ma trattasi di macchina già installata in precedenza presso altro cliente». L'azienda ospedaliera ha dato alla Forali 10 giorni per la presentazione di memorie e documentazione, annunciando già che il procedimento sarà concluso in 30 giorni e che comunque il servizio di radioterapia non sarà sospeso ma si procederà alla sua internalizzazione. In pratica, anche on la disdetta, il macchinario al centro del contendere resterà al San Carlo perché ormai di sua proprietà. L'appalto di circa 8 milioni di euro, infatti, si componeva di tre parti e cioè la costruzione del «bunker» per la radioterapia (il locale schermato e colorato di blu posto a valle dell'ospedale), la fornitura del macchinario e la gestione del servizio, dalle prenotazioni alla erogazione delle prestazioni. Ed essendo il bunker già costruito e il macchinario già fornito, la rescissione, qualora perfezionata allo scadere dei 30 giorni, opererebbe solamente sulla gestione del servizio che andrà avanti con lo stesso macchinario ma gestito o da personale interno o da altro personale di cui potrebbe dotarsi l'azienda ospedaliera, ad esempio con convenzioni con altre realtà pubbliche. Questo anche perché, al di là della difformità della fornitura, il giudizio sull'apparato non sarebbe negativo. Gli addetti ai lavori, insomma, paragonano la cosa alla fornitura di una vettura «a chilometri zero» al posto di una vettura di nuova immatricolazione, con un problema i inosservanza del capitolato, di minor valore del bene (cosa su cui già si annuncia un'azione legale) ma non di mancanza di inadeguatezza della fornitura allo scopo per cui deve essere utilizzata.

Foto: ACCELERATORE LINEARE L'impianto per la radioterapia fonito al San Carlo era già stato installato altrove

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