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22/07/2018

L’opzione delle deroghe Bcc a Palazzo Chigi

Il Sole 24 Ore - Marco Rogari e Davide Colombo

IL «MILLEPROROGHE» VERSO IL VARO
Da sciogliere anche il nodo del- l'ingresso nel testo della riforma del codice appalti
ROMA

Bcc e appalti. Sono gli ultimi due grandi nodi del decreto milleproroghe in versione estiva che dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri domani o, più probabilmente, martedì. Il dl è destinato ad assumere una fisionomia più pesante di quella anticipata dalle bozze in circolazione nei giorni scorsi, anche se non dovrebbe trasformarsi in un testo extra-large. Ma la possibilità che il Dl diventi, fin dalla nascita e durante il suo cammino in Parlamento, una sorta di provvedimento omnibus è tutt'altro che remota. Sulla riforma delle Bcc, a meno di sorprese dell'ultima ora, non ci dovrebbe essere spazio per la moratoria alla quale avevano pensato Lega e M5s. Lo stesso ministro dell'Economia Giovanni Tria, nell'ultima audizione in Parlamento ha escluso moratorie generalizzate. Ma dalle riunioni tenute a Palazzo Chigi nel corso della settimana sarebbe scaturita un'ipotesi abbastanza chiara sulle misure da inserire nel milleproroghe. A partire dal prolungamento di sei mesi dei termini per il perfezionamento dei contratti di coesione ai nuovi gruppi. Tra le opzioni più gettonate anche i ritocchi sulla questione della deroga ai limiti di capitale per le banche coinvolte nelle aggregazione (la soglia del 50%).

In particolare l'ipotesi al centro del confronto nel governo prevede che le deroghe sul tema vengano stabilite con un Dpcm di palazzo Chigi e non più con un decreto del ministero dell'Economia. La decisione spetterebbe quindi non più al ministro Giovanni Tria ma al premier Giuseppe Conte e questa modifica potrebbe anche dare la possibilità, almeno sulla carta, di deroghe più mirate. Una possibilità che avrebbe fatto da sfondo al colloquio di venerdì al Quirinale tra il premier e il capo dello Stato.

Da sciogliere resterebbe il nodo codice appalti con il possibile ingresso di una sua riforma nel decreto. Qualche novità potrebbe arrivare anche sul versante dei Comuni, anche per effetto del pressing dell'Anci, in particolare su introdurre criteri innovativi per i contributi agli investimenti del 2019 e in favore dell'occupazione nei centri colpiti dal terremoto.

Confermate le proroghe già annunciate. In primis quelle sulle intercettazioni (le nuove misure entreranno in vigore il 31 marzo 2019) e sul bonus diciottenni che sarà prorogato per tutto il 2018. Dovrebbe inoltre slittare al 2019 la possibilità per l'Inps di collaborare con l'agenzia delle Entrate nella messa a punto della dichiarazione sostitutiva unica per l'Isee in collegamento al Rei. Dovrebbero anche essere prorogati per il triennio 2018-2020 i criteri relativi alle forme premiali nel riparto dei fondi per il servizio sanitario nazionale tra le Regioni e le graduatorie per le scuole all'estero.

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I NODI DEL DECRETO

Credito cooperativo

Allo studio, per le Bcc, il prolungamento di sei mesi dei termini per il perfezionamento dei contratti di coesione ai nuovi gruppi. Tra le opzioni, anche i ritocchi sulla questione della deroga ai limiti di capitale per le banche coinvolte nelle aggregazione

Codice appalti

Da sciogliere il nodo codice appalti con il possibile ingresso di una sua riforma nel decreto milleproroghe. Qualche novità potrebbe arrivare anche sul versante dei Comuni, in particolare su introdurre criteri innovativi per i contributi agli investimenti del 2019 e in favore dell'occupazione nei centri colpiti dal terremoto.

2019

SLITTAMENTO

Confermate le proroghe sulle intercettazioni (le nuove misure entreranno in vigore il 31 marzo 2019). Il bonus diciottenni sarà prorogato invece per tutto il 2018

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