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29/11/2019

L’ombra dell’inchiesta, bagarre in Consiglio

QN - Il Resto del Carlino

L'inchiesta 'Ghost Job' porta i consiglieri di minoranza a fare le pulci all'amministrazione, come è stato nel caso sollevato ieri mattina durante il consiglio comunale da parte della consigliera della Lega, Antonella Andreoli, che ha puntato 'l'occhio di bue' sulla nuova piazza nel quartiere delle Palombare. «Da informazioni trovate sulla stampa risulterebbe - ha spiegato la consigliera leghista - che questa 'Progeco' di Muccia e la 'Stacchio Impianti', o i loro legali rappresentanti, siano stati oggetto di un'indagine che probabilmente da come è possibile mettere insieme le date, sarebbe partita il 30 maggio 2018. Successivamente, la stampa riporta che è stato chiesto il rinvio a giudizio da parte della Procura di Macerata nei confronti di questi due legali rappresentanti. Le indagini riguardavano 16 persone diventate ora 14 perché - ha ricostruito - una ha ottenuto l'archiviazione e un'altra ha patteggiato in corso di indagini. La Procura gli ha chiesto il rinvio a giudizio per vari reati quali: associazione a delinquere, turbativa d'asta e corruzione mentre l'udienza si terrà il prossimo 18 dicembre». Ma dov'è il collegamento tra la piazza delle Palombare e l'inchiesta della Procura maceratese? Tutto sta nel fatto che «da esito dell'avviso di appalto pubblicato - ha spiegato Andreoli rivolgendosi all'assessore alla Sicurezza Stefano Foresi, che ha fatto le veci del collega ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini assente per una visita medica programmata - Progeco e Stacchio Impianti risultano le ditte aggiudicatarie dei lavori della piazza anconetana». Dunque, a portare a voler chiarezza è poi il fatto che dal costo iniziale d'appalto, le imprese aggiudicatrici hanno chiesto in corso d'opera un incremento contrattuale di 91.437,79 euro oltre all'importo iniziale di 645.578,43 euro facendo alzare il totale a 737.016,22 euro oltre Iva. «In corso d'opera - ha risposto Foresi riportando gli appunti di Manarini - vi è stata una variazione contrattuale, con perizia, a causa del rinvenimento di sottoservizi e quindi di lavori nei medesimi. Quindi lo spostamento di vari materiali di risulta e la necessità di mettere dei contatori per le varie utenze oltre ad attrezzature per feste e manifestazioni e, dunque, atte ad attrezzare al meglio l'area». «Chiederemo anche in commissione - ha ricordato Andreoli - la visione di tutti gli ultimi 10 o 15 appalti assegnati per verificare se vi siano delle situazioni 'particolari'». E' stata poi la volta del consigliere Arnaldo Ippoliti di 60100 che ha reso noto di aver fatto il 335 del codice di procedura civile ovvero «l'analisi del casellario per mostrare la propria 'limpidezza'. Cosa che farà tutta la minoranza e che chiederemo di fare all'amministrazione e ai loro consiglieri». Bagarre anche quando si è parlato dell'assestamento di bilancio che, alla voce 'tutela legale', vede 30mila euro di variazione a novembre per i quali la minoranza ha timore che servano per coprire le spese di difesa per 'Ghost Job'. «Assolutamente no - ha spiegato la dirigente settore ragioneria, Daniela Ghiandoni - quella era l'unica voce dove prudenzialmente possono essere collocati i soldi, ed esclusivamente per il momento». A questo punto Stefano Tombolini, di 60110, si è lasciato andare in una serie di «Buffoni» rivolto all'amministrazione, rischiando anche l'ammonimento da parte della presidente Susanna Dini. Alberto Bignami