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24/07/2018

L’ombra della mafia sulle Sae «Ma vanno evitati altri ritardi»

QN - Il Resto del Carlino

CASETTE PREOCCUPAZIONE DEI SINDACI DOPO L'INCHIESTA
di CHIARA GABRIELLI CI SONO aziende in odore di mafia, infiltrate negli appalti e subappalti delle casette per i terremotati, come una piovra silenziosa. Lo sostiene la Direzione distrettuale antimafia di Ancona, guidata dal procuratore facente funzione Irene Bilotta, che ha aperto l'inchiesta su appalti e subappalti per le Sae (soluzioni abitative d'emergenza) che vede indagati per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico David Piccinini, capo della Protezione civile regionale, Maurizio Urbinati, dirigente Erap di Ancona, Lucia Taffetani, dirigente Erap di Macerata e Stefano Stefoni, responsabile in Regione per le casette. SI È MOSSA la Direzione distrettuale antimafia, qualcosa non avrebbe funzionato nell'intricato sistema dei subappalti e nei controlli e procedure dei relativi bandi. «Sono fiducioso nella magistratura, se ci sono irregolarità che siano scoperte - si augura Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino -. Spero vivamente che non ci saranno ulteriori ritardi nella consegna delle casette ma è chiaro che, se ci sono illeciti, devono essere smascherati, la priorità è la legalità». Pasqui precisa che entro la fine di agosto il Comune vedrà l'arrivo della totalità dei moduli abitativi in legno, il cui fornitore è il consorzio stabile Arcale. «Se non tutti, quasi tutti - spiega Pasqui -, la richiesta è di 310 casette, ormai andiamo verso il completamento delle consegne. Dopo le tante polemiche che ho ricevuto per l'individuazione delle aree, per cui sono stato messo in discussione, oggi, vedendo i lavori quasi finiti, posso dire che se tornassi indietro sceglierei le stesse aree. La comunità è stata ricostruita e ricostituita nei luoghi originari, ci sono tutti i servizi, le frazioni rinascono. Quando partirà la ricostruzione leggera poi potremo riabbracciare la popolazione quasi per intero, un fatto che sa di miracoloso dopo quello che è successo qui». «Sentir parlare di mafia non ci fa certo piacere - sottolinea Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino, che fin dall'inizio aveva scelto di non chiedere le casette, optando invece per gli appartamenti -. Ci dispiace che venga fuori una notizia simile a due anni dal terremoto. Certo è che gli organi di controllo possono esser partiti con tutte le buone intenzioni, ma la caoticità del momento, la fretta dell'emergenza, il numero enorme delle casette per la vastità del sisma e lo stress possono aver creato un terreno fertile per le infiltrazioni nei cantieri». «VA DETTO però - aggiunge Pezzanesi - che chi era ai vertici in quei giorni aveva un'immensità di pratiche da verificare, e sono solidale con chi, in buona fede, voleva far arrivare il prodotto ai terremotati. A controllare deve essere chi il subappalto lo fa - incalza il sindaco di Tolentino -, che doveva verificare a quale ditta stava dando quel cantiere, guardare il curriculum e tenere alta l'attenzione, l'emergenza non può passare avanti alla legalità. Allo stesso tempo, il personale era poco, in momenti di grande pressione». © RIPRODUZIONE RISERVATA IN EVIDENZA

La Direzione distrettuale antimafia di Ancona, guidata da Irene Bilotta, sospetta che ci siano ditte legate alla mafia nei cantieri per le casette


I sospetti

L'inchiesta per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico coinvolge David Piccinini, Maurizio Urbinati, Lucia Taffetani e Stefano Stefoni

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