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27/02/2021

Logistica, lo schiaffo dei colossi: ” Basta tutele negli appalti

Il Fatto Quotidiano - Roberto Rotunno

CONTRATTO Rinnovo fermo Le richieste dei gruppi
Ifacchini dei magazzini, gli autisti di camion, i rider che sfrecciano in bici e consegnano pacchi nelle città italiane; tutto quel vasto mondo che pure nell ' ultimo anno non ha mai smesso di lavorare per garantire il trasporto merce ora sta seriamente per esplodere. Nonostante quel sacrificio compiuto durante il lockdown , martedì le aziende hanno presentato un lungo elenco di condizioni " impr opo nibi li " durante l ' ultima riunione con i sindacati, convocata per il rinnovo del contratto nazionale. Il tavolo è saltato e ora le sigle dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil non escludono scioperi. LA ROTTURA è arrivata ancor prima di parlare dei salari, l ' argomento solitamente più spinoso. Le 24 associazioni di imprese - che occupano circa 1,2 milioni di persone - h anno infatti proposto un decalogo che va dalla riduzione delle indennità di malattia all ' aumento dei contratti precari e stagionali, fino a una revisione della clausola sociale. Cioè il meccanismo - conquista to con anni di lotte - che oggi permette di mantenere posti di lavoro e diritti acquisiti in caso di cambio di appalto. In breve, i datori hanno chiesto di abbassare ancora l ' asticella di un mondo che già oggi fa i conti con diffuse irregolarità ed esternalizzazioni selvagge, come emerge dai rapporti dell ' Ispettorato del Lavoro e dalla cronaca quotidiana. La logistica oggi comprende tutti i lavoratori impegnati nei magazzini e negli hub, ma anche autisti e spedizionieri, quelli che portano i prodotti a casa del cliente finale. Esistono sia società che fanno solo logistica sia quelle che hanno una diversa attività principale ma svolgono internamente il servizio di magazzinaggio (come l ' Ikea). Un pianeta vario che vale il 7% del Pil e, in teoria, dovrebbe contemplare pure i rider del cibo a domicilio a cui viene a volte applicato il contratto. Il settore vive una crescita parallela a quella dell ' eCommerce, che però non ha generato maggiore benessere tra chi lavora. L ' esempio è Amazon: il colosso di Jeff Bezos continua ad aprire poli in Italia, e contestualmente si moltiplicano i casi di proteste e rivendicazioni da parte dei lavoratori contro un modello che - dice chi lo vive da dentro - ha trasformato i facchini in macchine perfette, costretti a rispettare ritmi predeterminati. Con l ' ar ri vo della pandemia, poi, si è intensificata la conflittualità, in genere a opera dei sindacati di base, in un mondo che conta soprattutto lavoratori immigrati e a cui la politica ha reagito con i " decre ti sic urezza " di Salvini che hanno reintrodotto il reato di picchettaggi e inasprito le pene per i reti durante le manifestazioni. I sindacati tradizionali, invece, prediligono la via della contrattazione. LO SCOPPIO dell ' e m e r ge n z a Covid è coinciso con la scadenza del contratto nazionale; i sindacati hanno accettato in primavera di congelare le trattative per concentrarsi sui protocolli di sicurezza. Il fatto che questi lavoratori - non potendosi fermare - siano stati esposti a un grosso rischio non è retorica, ma un ' evidenza che emerge dai dati: il 10,7% dei morti sul lavoro per Covid si concentra nella logistica con diversi focolai scoppiati, il più rilevante alla Bartolini in estate). Quando i sindacati sono tornati al tavolo con le aziende, queste hanno portato richieste inaccettabili. " Il contratto va rinnovato rapidamente e con un adeguato riconoscimento economico - ha detto il segretario Filt Cgil, Michele De Rose - . Per noi sono inaccettabili riduzioni di diritti dei lavoratori che hanno garantito l ' approvvi gionamento dei beni essenziali per il Paese " .

QUANTO VALE IL SETTORE (PRE- COVID)

LA QUOTA DI PIL Il settore della logistica vale quasi 112 miliardi di valore aggiunto. Nel 2019 la sola logistica terrestre contava poco meno di 100mila imprese

7%

MLN

1,2

GLI OCCUPATI Tra questi si contano i facchini dei magazzini, gli autisti di camion e di furgoncini, i " d r i ve r " e anche i rider. Il settore impiega per la gran parte lavoratori immigrati