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02/06/2019

L’occupazione

Il Mattino

La cassa integrazione a zero ore è stata prorogata per altri due mesi
IL CANTIERE
Enzo Mulieri
È diventata una scommessa senza fine l'operazione di ripartenza del cantiere del Policlinico, uno degli appalti più appetibili per il portafoglio del gruppo delle costruzioni Condotte, in gestione commissariale. Doveva riaprire a giugno, invece sono scattati altri due mesi di cassa integrazione per gli operai. Quindi salta per ora la riapertura.
Al giro di boa di fine maggio, di novità importanti per il cantiere di Tredici si parla solo sotto il profilo occupazionale, mentre restano in piedi le incertezze legate all'intera amministrazione straordinaria cui è sottoposta la società romana. Punto di riferimento imprescindibile dell'intera vicenda rimane il fatto che i commissari di Condotte hanno inserito l'asset Policlinico tra quelli non cedibili. Su altro versante, però, neppure possono dare fondo alle risorse in giacenza (60 milioni di euro di provenienza statale) presso le società controllate (Concorsu) almeno fino al 20 giugno prossimo. In costanza di una dicotomia di tal genere, la stessa Concorsu che gestisce l'opera ha deciso di rinnovare la cassa integrazione a zero ore per i lavoratori di Tredici ancora per altri due mesi, fino al 30 luglio prossimo.
Nel frattempo gli stessi lavoratori possono confidare su riscontri positivi anche presso il Tribunale di Roma, là dove viene sottoposta a verifica la dichiarazione di insolvenza a carico di Concorsu. Nella seduta del 30 maggio scorso il giudice ha dato l'ok alle domande di insinuazione al passivo di circa 60 addetti di Caserta, come spiega l'avvocato Sergio Carozza: «Il Tribunale ha preso in considerazione la possibilità di ammissione delle istanze dal momento che l'amministrazione straordinaria svolge funzioni similari a quelle del fallimento. Al momento non possiamo avere notizia del numero complessivo dei creditori per cui sarà necessario del tempo prima di arrivare alla ripartizione delle spettanze». Comunque sia, al di là dei passaggi formali, pure obbligatori, resta da vedere se l'ok del Tribunale di Roma potrà influenzare in qualche modo l'andamento dell'altro nodo di carattere giudiziario che attiene al Policlinico.
È da dirimere, infatti, il contenzioso aperto presso l'Avvocatura di Stato e che vede chiamate a confronto da una parte Condotte e dall'altra la stazione appaltante Università della Campania. Motivo di contesa l'assegnazione dei fondi (diversi milioni di euro) riguardanti lo stato di avanzamento di lavori pregressi già realizzati a Tredici. Per circostanze così complicate (il cui esito burocratico non è detto che sia rapido o convergente) sembra quanto mai difficile poter corrispondere alle previsioni avanzate di recente dalle istituzioni. Proprio nei giorni scorsi, in occasione dell'inaugurazione di infrastrutture presso l'area Pip, a Caserta, era stato proprio il governatore della Campania Vincenzo Luca ad annunciare entro giugno la sigla di «un accordo con Università e società costruttrice per fare ripartire il lavoro ed evitare di dover rifare la gara d'appalto, cosa che farebbe perdere altro tempo». Intanto tra annunci e rinvii, i sindacati guardano con speranza al futuro. «Noi auspichiamo che i commissari di Condotte mantengano gli impegni assunti nel coordinamento che si è svolto due settimane fa alla Filca Cisl nazionale - ha dichiarato Antonio Gelo, il segretario provinciale di categoria - allorquando veniva previsto il completamento del Policlinico entro il primo semestre del 2021. Per quel che riguarda invece l'andamento delle consultazioni e delle vicende giudiziarie, siamo a buon punto, sembra che la fase attuale sia funzionale alla ripartenza».
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