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17/10/2018

Locali storici in Galleria la giunta insiste sulla gara dopo lo stop dei giudici

La Repubblica

Il caso
Non sussistono "requisiti di interesse generale" legati alla salvaguardia dei beni storici che consentano di derogare alla legge in base alla quale gli spazi pubblici devono essere concessi attraverso gare regolari. Tradotto: per il Comune di Milano Il salotto e La locanda del gatto rosso non sono da considerare attività storiche e, di conseguenza, non possono vedersi rinnovare automaticamente la concessione dei locali che occupano nella Galleria Vittorio Emanuele II.
La giunta comunale ha avviato il procedimento che porterà alla definizione delle linee guida per la concessione in affitto dei due spazi, al centro di una disputa che dura ormai da quasi tre anni.
La decisione di Palazzo Marino avviene in seguito a quanto stabilito dal Consiglio di Stato lo scorso 3 settembre.
Secondo i giudici i provvedimenti con cui il Comune di Milano aveva deciso di non rinnovare le concessioni ai due locali e aveva indetto una gara pubblica per affittarli risultavano - come recitava la sentenza - «viziati da eccesso di potere, in particolare sotto i profili di difetto di istruttoria, carenza di motivazione e disparità di trattamento». Qui il riferimento al caso di Savini e Camparino, riconfermati nelle rispettive sedi "storiche".
Con questa mossa, adesso, Palazzo Marino si appresta ad eseguire le correzioni formali prescritte dal Consiglio di Stato, ma resta fermo nella volontà di non riconoscere l'eccezionalità delle due imprese e si mobilita per predisporre un nuovo bando che possa garantire l'interesse pubblico alla libera concorrenza in assenza di "motivi imperativi di interesse generale". Secondo l'Amministrazione, infatti, Il salotto e La locanda del gatto rosso svolgono attività in Galleria da meno di 50 anni e hanno modificato arredamento, insegna e destinazione d'uso nel corso del tempo. Ragioni per le quali non hanno acquisito una notorietà e una rilevanza nazionale ed internazionale tali da concorrere a determinare il prestigio della Galleria. Il procedimento avviato ieri da Palazzo Marino prevede anche all'annullamento della delibera della giunta Pisapia, che nel novembre del 2015 aveva rinnovato la concessione dei locali alle due attività per dodici anni e contro la quale si era espressa l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) con un parere che sta alla base delle azioni, immediatamente successive e attuali, del Comune di Milano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La Galleria Vittorio Emanuele

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