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09/02/2021

Lo strano caso degli stradelli saltati a causa di un certificato Inps

Corriere di Romagna

IL RETROSCENA SULLA " RIVOLUZIONE" MARITTIMA RINVIATA
Una ordinaria storia di burocrazia all' italiana dietro i ricorsi al Tar che hanno congelato l'op era
RAVEN NA ALESSANDRO MONTANARI Un gigantesco testa coda burocratico: dietro lo stop al progetto del Parco Marittimo, che ha la sua parte nodale nella riqualificazione degli stradelli retrodunali sul litorale, c'è l'inefficienza della macchina amministrativa italiana. In mezzo ci finiscono un ente locale che cerca di investire quasi cinque milioni di euro e almeno due aziende: quella che aveva vinto il bando,e che era stata esclusa,e la seconda classificataa cui l'appalto era stato riassegnato e, ieri, tolto. La novità degli ultimi giorni è infatti proprio questa: la graduatoria che era uscita dalla gara originale a metà ottobre è stata ripristinatae deve ricominciare tutta la trafila dei controlli. Il Comune, nel documento che ripristina tale graduatoria, accusa le altre amministrazioni di aver provocato " un irrimediabile e grave ritardo" nel cronoprogramma dell'opera. Le critiche sono dirette in particolare all'Inps, nello specifico la sezione catanese. L'appalto tolto Il 19 ottobre dello scorso anno quando Palazzo Merlato fa partire le verifiche di legge sull'appalto vinto da una società cooperativa catanese si scontra subito con uno scoglio: secondo l'Inps di Catania l'azienda era in difetto di circa ventimila euro rispetto alla regolarità dei contributi. Per questo decade il durc, documento necessario per ottenere appalti nella PA ma per quale bisogna essere in regola coni contributi. La comunicazione arriva l'11 novembre, Il Comune di Ravenna non può fare altro che escludere l'azienda siciliana e affidare i lavori alla seconda classificata. Siamo ormai a metà dicembre e la società catanese fa ricorso al Tar, dopo aver tentato la strada della diffida, anche perché, scrive l'azienda, nel frattempo era intervenuto un fatto nuovo: la verifica di regolarità contributiva di ottobre, che aveva dato esito negativo, era stata annullata dall'Inps dopo un'altra verifica. Il dietrofront dell'Inps Il Comunea questo punto vuole vederci chiaro. Il 21 dicembre scrive ancora all'Inps catanese, fa notare che in ballo c'è un appalto di 4,8 milioni di euro. La rispostaè articolata ma conferma in sostanza l'annullamento dell'accertamento. A corredo l'Inps inviai durc ottenuti dall'azienda a partire dal 13 febbraio 2020- data di scadenza del termine per le offerte- tra cui proprio quello dell'11 marzo che aveva avuto esito negativo. Tutto bene? Non proprio, perché tra i requisiti c'era la continuità del possesso dei requisiti di partecipazione. In sostanza il durc doveva essere unico mentre secondo quanto scritto dall'Istituto al Comune l'azienda ne aveva ottenuto più d'uno. Così l'ente locale esclude nuovamente la società siciliana. Il 29 gennaio, però, l'ultimo colpo di scena: l'Inps di Catania, sollecitata dalla Cassa Edile della città siciliana, scrive che il secondo durc era stato emesso erroneamente e in realtà doveva essere prorogato il precedente. Decadono così tutti i motivi ostativi e l'azienda torna ad essere prima in graduatoria, con esclusione della seconda. Si torna così all'inizio della vicenda, cioè al 19 ottobre: si verificheranno i requisiti e poi saranno assegnati i lavori. Un gioco dell'oca che ha fatto perdere tre mesi, fondamentali per far partire i lavori in tempo per la prossima estate. Sopra il progetto di riqualificazione in alto la situazione così come appare ora