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20/11/2020

LO STRALCIO Chiesta l’archiviazione per i tre impr…

Il Messaggero

SOTTO LA LENTE RESTA IL RAPPORTO DI MONOPOLIO CON LE SOCIETA' DI CIPOLLA E SUMMA A FEBBRAIO L'UDIENZA
LO STRALCIO
Chiesta l'archiviazione per i tre imprenditori indagati nella fase iniziale della maxi inchiesta sugli appalti per i grandi eventi a Pescara. Il sostituto procuratore Luca Sciarretta non ha riscontrato condotte penalmente rilevanti da parte di Piera Sammassimo, titolare della società Happy Tata, di Simone D'Angelo, della Pescara's promotion e di Maria Assunta Martino, della D'Ama srl. La richiesta di archiviazione dovrà essere vagliata dal Gip.
L'ANTEFATTO
L'inchiesta, nel 2018, prese le mosse da un esposto anonimo che segnalava gravi irregolarità nella gestione degli appalti da parte del signor 10%. Il riferimento era alla percentuale che l'assessore ai grandi eventi dell'epoca, Giacomo Cuzzi, a detta di chi presentò l'esposto avrebbe sistematicamente preteso da alcune imprese e associazioni per l'affidamento degli appalti. Sammassimo, D'Angelo e Martino, che in quegli anni avevano realizzato alcuni eventi, furono raggiunti dall'avviso di garanzia nell'estate del 2019, insieme allo stesso Cuzzi, al titolare di varie ditte del settore Andrea Cipolla e al collaboratore di quest'ultimo Gianfranco Berardinelli. I successivi approfondimenti della Procura permisero di accertare che i tre imprenditori avevano intrattenuto soltanto sporadici rapporti con l'ex assessore e che non furono in alcun modo favoriti, mentre emersero ulteriori riscontri a carico di Cuzzi, Cipolla e Berardinelli.
LA SVOLTA
Le indagini proseguirono a fari spenti per circa un anno e nel luglio scorso arrivò svolta: i nomi di Sammassimo, D'Angelo e Martino uscirono dal fascicolo, mentre Cuzzi e Cipolla finirono ai domiciliari e nell'inchiesta, nella quale restava indagato Berardinelli, entrarono anche l'ex assessore Simona Di Carlo, l'ex segretario cittadino del Pd, Moreno Di Pietrantonio, l'imprenditore Cristian Summa, il promotore musicale Alessandro Michetti e la dipendente della Asl, Leila Colucci. Per gli 8 imputati, una decina di giorni fa, sono arrivate le richieste di rinvio a giudizio: dovranno comparire davanti al Gup il 5 febbraio prossimo e rispondere delle accuse di corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito dei partiti. Cuzzi, secondo la Procura, avrebbe illecitamente affidato a Cipolla, in una sorta di regime di monopolio su feste di piazza, spettacoli e concerti, gli appalti per l'organizzazione di 21 eventi in cambio di illeciti contributi e finanziamenti elettorali. La stessa contropartita che avrebbe indotto Di Carlo e Di Pietrantonio ad adoperasi per far avere a Summa altri 10 appalti. Sempre Di Pietrantonio, questa volta nelle vesti di psicologo dirigente della Asl, responsabile del servizio per le dipendenze, avrebbe anche pilotato un bando per un incarico professinale della Asl in favore di Simona Di Carlo.
Stefano Buda
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