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11/03/2020

«Lo stop, una mazzata per il made in Italy»

QN - Il Resto del Carlino

«In queste ore - dice Fulvio Barion, di Rovigo, vice presidente Confimprese Italia - ho avuto modo di confrontarmi con colleghi che hanno la responsabilità di dirigere imprese e con loro cercare soluzioni. Ritengo che il modo inadeguato utilizzato dal governo nell'affrontare la questione abbia portato danni al paese che forse si rimargineranno in decenni. Lo stop forzoso alle nostre esportazioni, ed il colpo durissimo assestato al sistema della Mpmi, in una situazione di crisi già manifesta da anni, può togliere definitivamente il respiro al made in Italy ed al sistema Paese». Il vicepresidente di ConfimpreseItalia poi guarda anche oltre frontiera: «In Europa sono messi peggio di noi, e la prova è il silenzio che grava nella gestione della situazione. Vanno sospese le tasse per l'esercizio corrente e rimodulare il sistema fiscale. Serve la sospensione del pagamento delle rate dei mutui con un periodo di 3 anni nei quali saranno pagati solamente gli interessi ed una successiva ristrutturazione dei mutui stessi. Coordinamento tra i diversi uffici dello Stato che consentano alle imprese di non impazzire per mandare avanti la burocrazia a suon di certificati. In questo senso il richiamo va alla necessità di una seria riforma del codice degli appalti. Pagamento dei fornitori dello Stato che rischiano ogni giorno il fallimento con i crediti in tasca. Anche senza il Corona virus il paese languiva, vittima di una politica dello spremi agrumi dove gli agrumi sono rappresentati da tutti coloro che lavorano. Esortiamo il governo ad accorgersi che da sempre la spina dorsale del paese è stata la piccola impresa. Tutti coloro che fanno impresa e costruiscono filiere produttive e posti di lavoro vanno sostenuti con incentivi per ripopolare le città del lavoro familiare che le rende vive. Una politica che agevoli il credito alle piccole imprese e non solo ai carrozzoni di stato e delle multinazionali. In questi giorni, in queste ore le imprese aspettano risposte da chi governa».