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04/02/2021

Lo stop al consorzio anche all’ospedale

Il Gazzettino

LM Group era subentrato a Ebg, sempre riconducibile a Messina, dopo l'interdittiva antimafia per la manutenzione del verde. L'Usl: «Attenti a tutto»
IL SECONDO CASO
CASTELFRANCO Non c'è pace per il Consorzio Stabile LM Group. Con l'interdittiva antimafia è infatti saltato anche l'appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde all'ospedale di Castelfranco Veneto. Una serie di lavori per un importo totale di poco superiore ai 182mila euro che il consorzio aveva ricevuto in qualità di sostituto di un altro consorzio, Ebg Group di Bologna, a sua volta bloccato da un'interdittiva firmata però dalla prefettura bolognese. Entrambi i consorzi sono però riconducibili alla famiglia Messina. Gli Interventi di manutenzione, a questo punto, dovranno essere per forza riassegnati dall'azienda sanitaria, che sottolinea come non aver nessun contratto in essere con il Consorzio Stabile LM Group, a un altro soggetto. Gli uffici hanno lavorato con grande prontezza, segno che i controlli hanno funzionato»: «Purtroppo - ammette il direttore generale dell'Usl 2 Francesco Benazzi - di questi tempi bisogna prestare attenzione a tutto».
I PASSAGGI
Il 22 novembre del 2019 l'appalto per la manutenzione del verde del presidio ospedaliero era stato affidato, per un importo complessivo di 182.293 euro e spiccioli all'impresa Eos coop. sociale di Castelfranco Veneto. Nel contratto stipulato dall'Usl 2 era stata inserita una clausola: qualora la Prefettura avesse comunicato un'interdittiva antimafia, anche dopo la stipula, ci sarebbe stata la risoluzione immediata e automatica del contratto. In sede di gara per ottenere l'appalto per la manutenzione del verde, la Eos coop. sociale si era avvalsa dei requisiti di qualificazione del Consorzio Stabile Ebg Group di Bologna. Essendo l'importo dell'appalto superiore ai 150mila euro, l'azienda sanitaria ha dovuto, in base alla normativa vigente, acquisire la comunicazione antimafia sia per quanto riguardava la Eos coop. sociale sia per il Consorzio Stabile Ebg Group. Una procedura peraltro semplice: basta infatti collegarsi alla banca dati nazionale unica della comunicazione antimafia. Era il 17 ottobre 2019, e per avere risposta prima di procedere erano necessari 30 giorni. Decorso quel termine, durante il quale nulla sarebbe pervenuto all'Usl, l'azienda poteva procedere con l'assegnazione dei lavori anche in assenza della comunicazione antimafia. E così è stato: bastava disporre di un'autocertificazione come previsto dall'art. 89 e inserire nel contratto, appunto, la condizione risolutiva in caso di comunicazione successiva da parte della Prefettura. Tutto in regola dunque. Fino a quando la Prefettura di Bologna ha interdetto il Consorzio Stabile Ebg Group. Era il 21 maggio dello scorso anno.
IL SUBENTRO
A questo punto i patti tra la Eos coop. sociale e il Consorzio Stabile Ebg Group è stato sciolto, proprio in base a quanto era stato previsto nel contratto. Già, perché la Eos si era avvalsa dei requisiti di qualificazione del consorzio interdetto. Qualche settimana più tardi, precisamente il 5 giugno, l'Usl aveva chiesto a Eos di procedere con urgenza alla sostituzione del Consorzio Stabile Ebg e di trasmettere tutta la documentazione necessaria relativa all'avvalimento di un nuovo soggetto che si occupasse della manutenzione ordinaria e straordinaria del verde dell'ospedale castellano, pena la risoluzione immediata del contratto e l'applicazione di una penale del 10% del valore dello stesso (ovvero poco più di 18mila euro, ndr) a titolo di risarcimento danni. L'urgenza si è tradotta in appena cinque giorni d'attesa. Il 10 giugno scorso infatti la Eos ha comunicato il nominativo della nuova impresa ausiliaria: il Consorzio Stabile ML Group di Treviso, sempre riconducibile alla famiglia Messina come il consorzio precedente. Oltre alla comunicazione sono stati inviati i documenti che comprovavano il possesso dei requisiti generali e tecnici. L'azienda sanitaria ha quindi provveduto a verificare tali requisiti, trovando che la nuova ausiliaria era iscritta provvisoriamente alla cosiddetta white list, ossia l'anagrafe antimafia degli esecutori. Dal 17 settembre scorso dunque l'appalto era nelle mani del Consorzio Stabile LM Group. Ma il 30 dicembre 2020 è arrivata l'interdittiva della Prefettura. Così il 12 gennaio l'azienda sanitaria ha ricontattato per la seconda volta la Eos per sostituire il consorzio. Ora i lavori sono stati affidati, a partire dal 22 gennaio scorso, al Consorzio Stabile Opera Scarl di Roma.
Giuliano Pavan
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