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16/05/2020

Lo Stato paghi prima i debiti con le imprese

ItaliaOggi - CARLO VALENTINI

L'ANALISI
È il modo più giusto e corretto da adottare
La pubblica amministrazione, cioè lo Stato, ha una montagna di debiti verso le imprese. Con l'annunciata (presunta) ondata di liquidità ci si sarebbe aspettati l'azzeramento del debito, cioè una reale boccata d'ossigeno per il sistema produttivo in questo difficile momento. Invece il governo, cioè lo Stato, ha deciso di erogare finanziamenti e sussidi anziché pagare i debiti, aumentando il disequilibrio delle imprese che non solo dovranno continuare a contabilizzare i debiti non riscossi ma pure aggiungere il costo dei sussidi ricevuti. Si tratta di una delle tante storture a cui non si è voluto por mano, confermando che ai proclami sull'effi cientizzazione della pubblica amministrazione e sulla sburocratizzazione non corrisponde alcuna concreta realizzazione. Che senso ha sbandierare aiuti al sistema produttivo in crisi di liquidità, impegnarsi in un defatigante tira-e-molla sul Mes e sul recovery fund, ricercare affannosamente coperture che si rivelano assai dubbie quando basterebbe liquidare i 53 miliardi di euro che hanno le amministrazioni pubbliche per assicurare l'effettivo rilancio di una parte consistente del sistema produttivo? Come si fa ad andare in tv a parlare di new deal e poi consentire che ci siano Comuni, come Napoli, che pagano, quando va bene, a 320 giorni? Il governo aveva un'ottima occasione per mettere un primo mattone nella costruzione di uno Stato moderno, tagliando lacci e lacciuoli e rendendo fi siologico il rapporto tra le imprese e la pubblica amministrazione, che è poi il modo trasparente per evitare il malaffare e sarebbe più utile dei tanti impicci del codice degli appalti. Invece si è preferito la strada più comoda (e clientelare) dell'erogazione benevola, lasciando intatto il moloch del debito e tutte le sue incrostazioni, con le inevitabili ripercussioni sullo stato di salute dell'intero sistema economico e sociale. E' opportuna la garanzia statale sui fi nanziamenti richiesti dalle aziende agli istituti di credito ma sarebbe stato saggio un intervento sui debiti dei Comuni verso le imprese poiché i minori introiti locali per l'emergenza Coronavirus comporteranno addirittura un aggravamento dei tempi, già insostenibili, di pagamento. Si poteva immettere nel sistema liquidità in tempi rapidi, superando le lentezze bancarie ed evitando un ulteriore stress ai bilanci delle imprese, che si ritrovano creditrici e allo stesso tempo con nuovi oneri di restituzione dei prestiti. Si tratta dell'ennesima occasione perduta. © Riproduzione riservata