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24/07/2018

Lo smalto di Josepha e la bufala on line: messo dalle volontarie per consolarla

Il Gazzettino

LO SCENARIO
ROMA La questione migranti continua a essere al centro del dibattito politico. E se da una parte il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi spiega che le navi della missione Sophia continueranno a sbarcare in Italia, dove troveranno «i porti sempre aperti», dall'altra il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha emesso una direttiva per modificare il sistema dell'accoglienza in Italia. Un tema a lui molto caro, che punta a ridimensionare costi e benefici verso quei migranti che non hanno ancora ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato. Tutto questo mentre anche il responsabile della Difesa Elisabetta Trenta è in viaggio nei paesi del Nord Africa (ieri Tunisi, oggi Tripoli) per ribadire impegni e accordi che abbiano l'obiettivo di contenere i flussi migratori.
LE TRATTATIVE
Insomma, lo scenario cambia di ora in ora e non si fermano le trattative politiche e diplomatiche. Secondo Moavero, infatti, «nel giro di qualche settimana» si arriverà alla «modifica delle regole operative della missione militare europea Sophia che dovrebbe porre fine allo sbarco delle persone salvate in un unico Paese». In attesa, comunque - ha aggiunto il responsabile della Farnesina, a margine dell'incontro con il collega tedesco Heiko Maas, a Berlino - «l'Italia garantirà l'approdo nei propri porti di tutte le persone salvate» da quelle navi. «Ciò che andiamo a discutere - ha dichiarato - non è una nuova operazione Sophia ma nuove regole nelle quali la missione deve continuare». O almeno questo è l'obiettivo italiano, perché a giudicare dalle voci che arrivano dalla Commissione europea, in realtà, sembra che l'orientamento sia di far continuare «l'operazione nel suo mandato pieno». A prescindere dal fatto che l'Italia abbia annunciato la decisione di non considerare più valide le regole operative attuali che prevedono di effettuare gli sbarchi di migranti salvati in mare nei soli porti italiani. Un argomento del quale si è già discusso venerdì scorso in una riunione del Cops, il Comitato politico e di sicurezza dell'Ue, che ha aperto alla proposta italiana pur sottolineando che le regole della missione resteranno le stesse.
Sul fronte accoglienza, invece, Salvini ha emesso un direttiva che cambia le carte in tavola e prevede «differenti modalità di assistenza per i richiedenti asilo», oltre «a una maggiore razionalizzazione della spesa». Il nuovo modello stabilisce che vengano differenziati i servizi offerti in relazione alle fasi dell'accoglienza. Inoltre, punta ad assicurare il risparmio di spesa pubblica, che era stato raccomandato dalla Corte dei Conti al termine dell'indagine conoscitiva sul sistema. Quindi, non più 35 euro a migrante, bensì una cifra che si aggirerà intorno ai 20 euro e che vedrà restrizioni sull'assistenza psicologica e sulla scolarizzazione. Il vero cambiamento riguarderà gli interventi «per favorire l'inclusione sociale». Non più per tutti i richiedenti asilo: sarà riservata esclusivamente ai beneficiari di forme di protezione, cioè a chi ha già avuto l'approvazione della sua domanda. Mentre a chi è in attesa «verranno assicurati i servizi assistenziali di prima accoglienza».
IL PROTOCOLLO
Per le piccole strutture costituite da singole unità abitative situate sullo stesso territorio o in ambiti contigui, saranno messi in rete specifici servizi quali, ad esempio, servizi amministrativi, mediazione linguistico-culturale, informazione normativa. «E in ogni caso - sottolinea la direttiva - saranno adeguatamente tutelate le categorie cosiddette vulnerabili». Particolare attenzione sarà riservata alla determinazione delle basi d'asta dei servizi, da individuare sulla scorta dei prezzi standard di riferimento stabiliti da centrali di committenza, ovvero indicati dall'Anac nelle proprie delibere. L'autorità presieduta da Raffaele Cantone avrà il compito di vigilanza e di collaborazione riguardo ai contenuti dei bandi. E ieri, per definire le modalità di intervento, Salvini e Cantone si sono incontrati e hanno firmato uno specifico protocollo. Le nuove linee saranno attuate con l'elaborazione di un capitolato per la fornitura di beni e servizi, comprensivo degli schemi di bandi tipo a cui dovranno attenersi i prefetti nella predisposizione delle gare di appalto di competenza. «Un impegno - ha chiarito il ministro - che permetterà di razionalizzare la spesa uniformandoci alla media dei Paesi europei».
Cristiana Mangani
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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