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08/06/2021

Lo sciopero dei mille all’Inalca Si ferma l’azienda delle carni

Gazzetta di Modena

Lunedì quattro ore di stop proclamate dalla Cgil: «Sono diversi i nodi da sciogliere Dal rinnovo del contratto nazionale e aziendale alle misure anti-Coronavirus» castelvetro
CASTELVETRO. "Contratto nazionale, contratto aziendale, rispetto della normativa sugli appalti ed emergenza sanitaria". Sono questi i temi sui quali i sindacati Flai/Cgil e Filt/Cgil hanno deciso, insieme ai delegati sindacali, di proclamare lo sciopero per lunedì. Una mobilitazione di massa, che coinvolge quasi mille lavoratori dello stabilimento Inalca di Castelvetro. A incrociare le braccia saranno dipendenti di Inalca, ma anche di Gescar, la società detenuta al 100% da Inalca e che svolge le lavorazioni in appalto per conto della stessa azienda di lavorazione carni."Dopo l'apertura dello stato di agitazione e le richieste sindacali dello scorso 13 aprile, nessun segnale è arrivato dalle aziende, per questo motivo le sigle della Cgil che rappresentano i lavoratori dell'alimentare e della logistica hanno deciso di proclamare lo sciopero per il prossimo lunedì per le ultime 4 ore del turno di lavoro". Scrivono dal sindacato e aggiungono: "Da mesi i delegati chiedono misure straordinarie per fronteggiare la pandemia, come l'adesione alla campagna della Regione sugli screening periodici nelle aziende mediante tamponi a tutti i dipendenti, visti anche i focolai già manifestati delle scorse settimane. Cosa che Inalca si è sempre rifiutata di fare. A questo va aggiunto il fatto che le aziende Inalca e Gescar hanno deciso - in modo completamente unilaterale - di diminuire il premio aziendale per chi è stato obbligato a casa in quarantena oppure per chi è stato messo in cassa integrazione a causa del Covid 19. Quindi tutti quei lavoratori che sono andati a lavorare nonostante tutto, con grande senso di responsabilità - e si sono ammalati oppure sono stati costretti a casa in cassa integrazione (e quindi a stipendio ridotto) - si sono anche visti diminuire il premio di produzione". Produzione che non si è mai interrotta "ma che è stata portata avanti da Inalca anche sostituendo il personale assente con personale degli appalti. Una modalità in netta violazione alla normativa sugli appalti, che vieta, appunto, la commistione tra dipendenti diretti (Inalca) e dipendenti di aziende in appalto (Gescar)". Proprio Inalca e Gescar "che non hanno ancora firmato il rinnovo del Contratto Nazionale e che hanno comunicato alle Organizzazioni Sindacali di non voler rinnovare il contratto aziendale. Un contratto non più attuale, sia economicamente che dal punto di vista normativo, scaduto ormai da tre anni. Una situazione paradossale, in quanto, dai dati forniti dalle aziende stesse, il lavoro e l'impegno dei dipendenti ha portato a forti miglioramenti sia di qualità delle lavorazioni che di produttività". Una serie di motivi che hanno spinto i delegati, insieme alla Flai Cgil e alla Filt Cgil a proclamare lo sciopero di lunedì. In concomitanza con lo sciopero si terrà anche un presidio davanti ai cancelli di via per Spilamberto a Castelvetro dalle 9 alle 13. --© RIPRODUZIONE RISERVATA