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26/01/2021

Lo scandalo del cimitero I soldi per l’emergenza fermi da 7 anni

La Repubblica - sa.s.

Il caso
● a pagina 6 Nel pantano della burocrazia non sono finiti soltanto il progetto di un cimitero privato a Ciaculli, con un no arrivato dopo sette anni, e il progetto per il restauro del forno crematorio rotto da aprile che da nove mesi nessun ufficio riesce a esitare. Mentre le bare in attesa sfiorano quota 700 - ieri 678 - salta fuori che già da sei anni il Comune ha quasi 3 milioni per realizzare un nuovo impianto per le cremazioni. Solo che il progetto definitivo, necessario per pubblicare la gare, è stato trasmesso all'amministrazione solo tre giorni fa, sette anni dopo che l'ufficio Cimiteri ha dato all'area tecnica uno studio di fattibilità per realizzarlo.
La relazione che gli uffici hanno spedito al Consiglio comunale è la fotografia minuto per minuto di come un progetto all'apparenza semplice diventi un rompicapo impossibile. Nel 2015 l'opera viene inserita nel piano triennale delle opere pubbliche: i soldi ci sono, 2,7 milioni di euro. Ma l'impianto dovrebbe sorgere in un'area del cimitero dei Rotoli interdetta dopo la caduta di due massi da Monte Pellegrino. Si tratta della frana che per più di dieci anni ha reso impraticabile una porzione del cimitero grande quanto otto campi di calcio. Il progetto intanto fa il suo iter e ottiene i pareri: viene validato il 29 dicembre del 2015.
E poi che succede? Cambiano le leggi sugli appalti che impediscono la progettazione integrata e costringono il Comune ad affidare intanto gli accertamenti per le indagini geofisiche. Ma ci sono altri intoppi: i lavori sul costone sono in ritardo e l'aria che dovrebbe ospitare il forno crematorio è ancora vietata. A dicembre del 2016 il Rup chiede ai tecnici del Comune di occuparsi della progettazione esecutiva dell'impianto, ma gli uffici dicono di no: è troppo complesso e hanno già troppo da fare.
Nel 2017 si decide così di avviare l'iter per affidare la progettazione definitiva all'esterno. Ma nel frattempo le norme sugli appalti cambiano ancora e gli uffici, che non si decidono a predisporre la gara, sono costretti a modificare di continuo il bando mentre i lavori sul costone sono ancora in corso. Alla fine la gara viene pubblicata solo a gennaio del 2019. La prima seduta viene celebrata il 27 settembre dello stesso anno e la gara viene aggiudicata il 12 febbraio del 2020.
Ma il contratto, per la lentezza dei passaggi burocratici, viene firmato solo il primo settembre. Ma presto salta fuori la necessità di nuove indagini geologiche e serve un subappalto. Il progetto alla fine è stato consegnato tre giorni fa. E adesso bisognerà bandire la gara con tempi che, a giudicare dai precedenti, non saranno brevi.
Il Comune è in affanno: la giunta ha deciso di deliberare il prelievo di 800mila euro per comprare 400 loculi prefabbricati. Che rischiano di arrivare a giugno, quando le bare insepolte secondo le proiezioni saranno più di 2mila.
Non sembra esserci una soluzione in vista.
L'unica strada che il sindaco sta battendo è quella di una convenzione con i privati di Sant'Orsola: un accordo ancora tutto da scrivere. - sa.s.
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Foto: kLe bare dello scandalo Le bare accatastate in attesa di sepoltura al cimitero dei Rotoli