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04/02/2020

«L’Italia ha agito con tempestività»

Corriere di Bologna

L'INTERVISTA SANDRA ZAMPA
La sottosegretaria alla Salute: «Lo stato di emergenza? Allarma, ma è necessario»
«Vorrei dare un messaggio di serenità, l'Italia ha tutte le carte in regola per intercettare subito gli eventuali casi di sospetto contagio da coronavirus e nel caso trattarli con la massima tutela della salute pubblica». Ad assicurarlo è la dem Sandra Zampa, sottosegretaria bolognese alla Salute. Partiamo dal rientro dei c o n n a z i o n a l i d a Wu h a n . Quando decolla l'aereo italiano? «Nelle prossime ore. L'aereo è già pronto e sta solo aspettando il via libera dalle autorità aeroportuali cinesi. Si tratta di 69 connazionali, anche se un gruppetto di loro pare intenzionato a restare là per motivi famigliari. Sono originari di Lazio, Abruzzo, Piemonte, Veneto, Campania, Puglia, Molise e Lombardia e nessuno è risultato positivo nè presenta sintomi. Quando arriveranno è prevista per loro una batteria di accertamenti e continueranno ad essere sottoposti a controlli per il periodo di incubazione del virus, che va da 2-3 a 14 giorni». Ieri il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi: che cosa comporta? «È una procedura che rende più snella qualsiasi decisione sia necessario prendere a tutela della salute pubblica. La Protezione civile può quindi procedere ad esempio all'acquisto di un macchinario o di mascherine senza dover rispettare procedure e il Codice degli appalti. La dichiarazione dello stato di emergenza non significa che la situazione sia più grave. Con la Sars è stata ben peggio». Non c'è il rischio di alimentare l'allarmismo e la psicosi nei cittadini? «Si corre il rischio di rafforzare la psicosi, ma in questo caso è una decisione preventiva per mettere a disposizione di chi si trova a combattere questa battaglia tutti gli strumenti di cui necessita. Quello del coronavirus è un problema molto serio da seguire con la massima attenzione ma con la certezza che possiamo combatterlo e vincerlo. L'Italia ha tutte le carte in regola per farlo. Non c'è allarme ma il massimo dell'attenzione». L'Italia si è attivata con tempestività, tra l'altro cogliendo di sorpresa gli altri Paesi europei nell'adottare alcune decisioni come appunto lo stato di emergenza. «L'Italia sta facendo correttamente ciò che deve essere fatto, il Servizio sanitario nazionale è pienamente all'altezza e si è attivato in tutte le sue ramificazioni regionali p ro p r i o p e r a f f ro n t a re g l i eventuali casi ovunque ci siano. In Italia c'è il livello d'attenzione più alta e siamo stati i primi a bloccare i voli e a disporre accertamenti sulle persone che arrivavano dall'area di Wuhan. L'Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto che abbiamo adottato il più alto livello di salvaguardia della salute delle persone». Saranno prese altre iniziative? «Dal 22 gennaio l'Ufficio di gabinetto del ministero ha attivato una task-force con il compito di coordinare 24 ore su 24 le azioni da mettere in campo per evitare la diffusione del virus. Alle riunioni, che si tengono tutte le mattine compresa la domenica, non è mai mancato il ministro Speranza, che segue di persona l'evolversi della situazione. È stato rafforzato con altro personale il numero di pubblica utilità 1500 che risponde 24 ore su 24 ad ogni richiesta di chiarimento e che da venerdì sera, quando si è diffusa la notizia dei primi due contagiati, è stato bersagliato». I due cinesi sono passati anche da Verona e da Parma prima di arrivare a Roma. Ci può dare qualche elemento in più? «Sono arrivati a Malpensa il 23 gennaio con un gruppo di connazionali con cui si sono spostati in pullman a Verona. Da lì si sono staccati dal gruppo e sono andati a Parma, dal 24 al 27 gennaio. Poi il 28 sono giunti a Roma e hanno manifestato i sintomi. Gli altri che viaggiavano con loro sono allo Spallanzani di Roma per controlli». A Parma dove sono stati? «Hanno soggiornato in hotel e sono in corso accertamenti. Ricordo che per essere contagiati ci vuole però un contatto diretto e vicino tra persone. Più raro, ma non impossibile, il coraggio indiretto». Marina Amaduzzi

Foto: Governo La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa