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01/09/2020

L’Italia È ultima nei servizi al tagliando di integrazione europea

Il Sole 24 Ore

LE PAGELLE DEL MERCATO INTERNO
L' Italia è il fanalino di coda per l'integrazione degli scambi nel settore dei servizi, con una percentuale che è la più bassa dell'intera Unione europea. Ci sono stati alcuni passi avanti, ma il nostro Paese è segnalato per il dato negativo in questo campo. Aumentano in modo significativo, invece, i flussi degli investimenti diretti all'estero, indice di apertura del mercato. Lo scrive la Commissione europea nel quadro di valutazione del mercato interno 2020 (riferito a dati del 2019) presentato a luglio con il quale Bruxelles approfondisce le perfomance degli Stati membri in aree specifiche del mercato interno, incluse l'integrazione commerciale e l'apertura del mercato. - Continua a pagina 14 Continua da pagina 1 Un appuntamento fisso che permette alla Commissione, grazie a un sistema di monitoraggio, di fare il "tagliando" sulle attività degli Stati per assicurare il pieno rispetto delle regole Ue funzionali al mercato unico. Che funziona e cresce solo se le direttive sono attuate in modo effettivo, se il sistema degli appalti è in linea con le regole europee e se lo scambio di beni e servizi e il volume degli investimenti diretti in entrata e in uscita cresce. Il mercato interno, infatti, non è solo conformità alle regole Ue, ma è anche apertura su larga scala che permette la realizzazione dell'obiettivo centrale di rendere l'economia degli Stati membri tra le più competitive al mondo. Il quadro di valutazione 2020, costruito come un semaforo, mostra lievi miglioramenti della situazione negli Stati membri, ma anche un blocco nella rimozione degli ostacoli: 158 cartellini verdi (153 nel 2018), 107 gialli (137 nel 2018) e 59 cartellini rossi (dato identico a quello del 2018). Gli Stati con le migliori perfomance sono stati Lettonia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Slovacchia, mentre pochi passi avanti quelli compiuti da Italia, Spagna, Francia e Austria. Meglio negli investimenti Vediamo i dati sull'integrazione commerciale dell'Italia nel mercato interno dei beni e servizi. Gli indicatori individuati dalla Commissione europea hanno registrato un miglioramento, ma l'integrazione negli scambi, in particolare nel settore dei servizi, vede l'Italia all'ultimo posto della classifica Ue. L'integrazione commerciale negli scambi intra-Ue (i dati si riferiscono al 2018) è stata per le merci pari al 13,9% (rispetto al prodotto interno lordo) e per i servizi del 3,7%. La percentuale delle importazioni intra-Ue è stata del 13,6% per le merci e del 3,9% per i servizi. Per quanto riguarda la quota degli investimenti diretti in entrata e in uscita (i dati presi in considerazione per tutti gli Stati sono quelli del 2018), l'Italia ha avuto un significativo incremento dei flussi. Per gli investimenti esteri intra Ue in entrata la percentuale dei flussi è stata dello 0,39%, mentre in uscita è stata pari al 3,98%. Per gli stock di investimenti diretti la percentuale è bassa: 0,04 % in entrata e 0,06 in uscita. Così, resta bassa la percentuale degli investimenti extra Ue, con un -0,10 in entrata e -0,26% in uscita. Per gli stock di investimenti extra Ue si è realizzato un lieve aumento con la percentuale dello 0,17% per quelli in entrata e dello 0,06 in uscita. Appalti, poste e professioni La Commissione, inoltre, ha preso in considerazione alcuni settori strategici: appalti, servizi postali e qualifiche professionali. I dati mostrano una situazione disomogenea, ma, nel 2019, nel settore degli appalti «la prestazione dell'Italia è stata insoddisfacente», con un cartellino rosso per tutti gli indicatori utili ad accertare il buon funzionamento nel campo degli appalti. In analoga situazione ci sono Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Malta, Portogallo, Romania, Spagna e Slovenia. Francia e Germania ottengono un cartellino giallo, Danimarca e altri verde. Nei servizi postali che - scrive Bruxelles - hanno un ruolo centrale per cittadini e imprese - la maggior parte dei Paesi dell'Europa occidentale ha raggiunto il traguardo della consegna in un giorno nel 90% dei casi, mentre nei Paesi dell'Europa meridionale la Commissione segnala un peggioramento. L'Italia, tuttavia, ha prestazioni che segnano un miglioramento con l'85,90 dei casi di rispetto dei tempi di transito nel 2018. Tra gli indicatori considerati per valutare il quadro nei servizi professionali c'è la percentuale di riconoscimento delle qualifiche: l'Italia ha due cartellini rossi (che vuol dire molto al di sotto della media Ue), insieme ai Paesi Bassi. In pratica, in Italia la percentuale di riconoscimento è stata inferiore all'88,81% e nei casi di riconoscimento con misure compensatorie inferiore al 28,31%. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MONITOR ANNUALE

1

. . Quadro di valutazione del mercato unico.

Ogni anno la Commissione Ue pubblica i risultati del monitoraggio sugli indicatori presi in considerazione per testare il buon funzionamento del mercato unico.

2. Semaforo

Per fornire un quadro immediato, la Commissione utilizza un semaforo: il cartellino rosso vuol dire che i risultati sono stati al di sotto della media Ue; giallo, nella media; verde, risultati al di sopra della media.

3. Nuovo piano di azione

nel 2020 la Commissione ha adottato il nuovo piano di azione a lungo termine per una migliore attuazione delle norme del mercato unico: partenariato con gli Stati membri anche con l'istituzione della task force sull'attuazione del mercato interno (Smet, Single Market Enforcement Task Force).