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20/12/2018

«L’ispettorato del lavoro ha accertato violazioni nelle due coop Italpizza»

Gazzetta di Modena

la denuncia della cgil
«Nelle due cooperative che operano in appalto alla Italpizza l'Ispettorato del lavoro ha accertato violazioni, addebitati contributi omessi, irrogate sanzioni amministrative». A sottolinearlo, facendo riferimento ad una prima comunicazione sintetica dell'Ispettorato sono le sigle Flai e Filcams della Cgil. Le due cooperative in questione, "Evologica" e "Logica.Mente" (sostituita dalla cooperativa Cofamo), sono da tempo al centro delle proteste degli operai che lavorano, in appalto appunto, nella società di Modena leader nella produzione di pizze surgelate. Nelle ultime settimane le proteste del "Si Cobas" ha portato a numerosi interventi da parte delle forze dell'ordine, situazione migliorata a seguito della mediazione in prefettura. «Le ragioni delle proteste dei lavoratori in appalto presso l'Italpizza sono fondate», dichiarano Marco Bottura della Flai e Laura Petrillo della Filcams.«Tuttavia il recente "Decreto Sicurezza", che reintroduce il reato di blocco stradale e prevede pene detentive, espone i lavoratori coinvolti a rischi personali molto pesanti e sicuramente sottovalutati», sottolinea la Cgil.«Il modello Italpizza (cioè l'appalto completo della produzione industriale a 600 lavoratori di due cooperative) - proseguono i sindacati Flai e Filcams - sembrava agli occhi di molta parte del mondo politico la via d'uscita virtuosa nel sistema degli appalti nel distretto agroalimentare modenese. Secondo alcuni da una parte ci sarebbero le false cooperative del settore carni gestite da stranieri e prestanome, ma dall'altra parte ci sarebbe invece il modello sociale delle cooperative virtuose, gestite da "imprenditori italiani" e certificate dalla Fondazione Biagi. La situazione da polveriera sociale era evidente, tanto che la Flai/Cgil fece apposita e specifica segnalazione alla Prefettura già a fine 2016 segnalando "fenomeni di estrema flessibilità della prestazione lavorativa che possono portare a tensioni sociali già sperimentate nel distretto agroalimentare modenese». --