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20/07/2018

L’Isee precompilato slitta al 2019 Bonus cultura per altri 12 mesi

Il Sole 24 Ore - Gianni Trovati

IL DECRETO DI FINE MESE
Un elenco di 19 proroghe nella prima bozza: manca per ora il rinvio per le Bcc Si lavora per inserire nel Dl gli investimenti dei comuni e la riforma degli appalti
roma

Si parte da 19 proroghe, fra cui il rinvio al 2019 dell'Isee precompilato e la replica del bonus cultura ai diciottenni, ma la strada punta a un decreto omnibus per rilanciare gli investimenti di regioni ed enti locali e avviare la semplificazione del Codice appalti. Per centrare l'obiettivo pieno bisogna però affrontare una serie di dossier che dividono le ambizioni della maggioranza dalla prudenza del ministro dell'Economia, come le prime prove di Flat Tax e gli interventi sulla riforma del credito cooperativo.

Fatto sta che inizia a prendere forma l'insolito milleproroghe estivo, che nasce da una duplice esigenza: stoppare l'entrata in vigore, la prossima settimana, della riforma delle intercettazioni preparata dal governo Gentiloni, e risolvere le questioni rimaste in sospeso nel lungo stallo che ha seguito il voto del 4 marzo e la formazione del governo: e fra queste non va dimenticata la vicenda dei rimborsi ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie. Nel testo entra la concessione del bonus da 500 euro anche a chi diventa maggiorenne quest'anno, annunciata dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli dopo che si era dimostrato perplesso sulla sua utilità; replica anche per il contributo fino a 2.500 euro per l'acquisto di strumenti musicali per gli studenti dei conservatori e degli altri indirizzi specialistici.

Per l'Isee precompilato bisognerà invece aspettare un anno in più, perché l'incrocio telematico dei dati fra Inps e agenzia delle Entrate è ancora da oliare. A settembre, quando scadranno le dichiarazioni attuali usate da milioni di famiglie per accedere a welfare e servizi pubblici, la richiesta dovrà quindi seguire le modalità tradizionali. La sperimentazione della dichiarazione unica precompilata, che sarebbe dovuta partire a marzo, si è incagliata sui problemi di privacy che hanno ritardato il via libera del garante e sul mancato coordinamento con i Caf.

Il proroga-termini è il pilastro di quello che nelle intenzioni del governo dovrebbe diventare un decreto a tutto campo. Nei 19 rinvii della bozza, che pure non si fanno mancare nulla dalle graduatorie per scuole all'estero e Alta formazione artistica al calendario delle commissioni sull'abilitazione nazionale fino alla denuncia di animali esotici, manca per esempio qualsiasi accenno alla riforma del credito cooperativo, che sta dividendo il governo tra le obiezioni di M5S e Lega e la difesa del ministro dell'Economia: è possibile qualche ritocco ai termini per i patti di coesione, ha sostenuto Tria martedì al Senato, ma non bisogna rimettere in discussione il complesso di una riforma che «assicura il carattere mutualistico» delle Bcc e ne facilita l'accesso ai capitali di rischio. Una faglia simile separa il titolare dell'Economia dalla maggioranza (Lega in primis, in questo caso) sulla riforma fiscale. Il Carroccio spinge per far partire subito la macchina, con un ampliamento delle soglie di fatturato che estenderebbe il regime forfettario con tassa piatta al 15% a oltre un milione di partite Iva e Pmi. Ma Tria chiede pazienza perché, spiega, «la somma di interventi si traduce in somma di costi» e mette a rischio «la riforma complessiva». E anche il capitolo enti locali, che per ora contempla solo la conferma dei criteri di ripartizione dei fondi alle province e la proroga a ottobre dei presidenti in scadenza, andrà parecchio arricchito.

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